Una mostra nel fantabosco bevendo Scivolizie

di @storient

Si è conclusa a Torino la mostra dedicata a uno dei programmi che ha fatto sognare tanti bambini e ragazzi, la Melevisione. Creatura nata da Mussi Bollini (anche nota come Maria Bollini Lucisano , Milano classe 1957) laureata in pedagogia a Roma. È ancora lei che si occupa di un altro programma di successo tra i ragazzi , il programma “Solletico” (in onda dal 1994 al 2000). La stessa Mussi Bollini ha ottenuto il premio UNICEF (fondo nazioni unite per l’infanzia) nel 2004 e ora incaricata alla direzione di Rai Gulp e Rai Ragazzi.

Ho anche avuto l’occasione di incontrarla in due occasioni, una delle quali eravamo alla scoperta degli studi rai con la mia ex-classe della Scuola Holden (n.d.a). Era una di quelle giornate vissute con la malinconia di chi è giovane e pieno di dubbi sulla propria esistenza e quel giorno la scuola aveva organizzato questa piccola visita nel mondo di Rai Ragazzi. Mi ricordo questa signora dalla montatura degli occhiali moderna, l’abbigliamento sobrio e castigato, un sorriso smagliante e un tono di voce eloquente tradita però da una parlata  tendente al romano ma con la cultura di una donna che ha letto tanto. Una cosa che mi ha colpito è stata appunto ciò che emerso mentre illustrava il misterioso (e divertente) lavoro di un autore di contenuti per ragazzi: pensare non come adulti ma come bambini, essere originali, osare ma soprattutto essere divertenti perché scrivere per bambini non è una cosa così scontata.

Tra gli esempi di autori che hanno lavorato a progetti per bambini c’è un nome illustre della letteratura italiana, Italo Calvino, nel frattempo, io e i miei colleghi (sparuti e sbarbati) abbiamo esplorato il reparto costumi, la redazione, il set per le riprese e la sala regia accompagnati da un’incredibile donna: autrice di programmi per bambini. Ed è proprio da lei che nasce il contenitore dei cartoni per ragazzi che hanno riempito i pomeriggi dei bimbi di tutto il paese. La Melevisione nasce come programma contenitore in cui trasmettere cartoni animati per i ragazzi ma in breve tempo sviluppa una propria anima fatta di personaggi (magici e non), i suoi protagonisti, in particolare Tonio Cartonio (Danilo Bertazzi) e poi Milo Cotogno (Lorenzo Bracchetti) i folletti proprietari di un chiosco (dove veniva servito la famosissima Scivolizia o il Blumele, bibite che cambiavano colore e che stupivano sempre noi, allora giovani e ingenui davanti allo schermo. Come facevano a cambiare colore!?) che hanno raccontato le trame dell’ambientazione della Melevisione, ovvero il Fantabosco, luogo magico in cui streghe, orchi, giganti e sovrani vivono le loro piccole avventure all’insegna di un insegnamento morale da trasmettere a chi guarda, proprio come fanno le fiabe.

Vent’anni di Melevisione con più di duemila puntate e quasi ottocento filastrocche, studiate per raggiungere anche i cuori dei più piccini.

Mi sembra doveroso poter dare un nome anche a tutti i collaboratori che hanno messo la loro creatività al servizio di un pubblico infantile: Anna Carioli, Mela Cecchi, Bruno Tognolini, Luisa Mattia, Lucia Franchitti, Lorenza Cingoli, Armando Traverso, Martina Forti e Venceslao Cembalo.

La mostra (situata nella sede Rai di Via Verdi) inaugurata il 26 Ottobre, si è conclusa il 3 novembre, all’interno della mostra la Rai ha messo in vetrina costumi, oggetti di scena, story board e schizzi preparatori che hanno permesso a una semplice idea fantasiosa di diventare una realtà che ha popolato il piccolo schermo per più di vent’anni e a coronare la celebrazione nostalgica di un programma così diffuso, al termine del percorso è stato messo a disposizione il set del chiosco originale in cui scattarsi selfie indimenticabili, circondati da oggetti magici e quella macchina fantasiosa chiamata Melevisione, cioè una macchina che ingeriva frutta e in cambio regalava agli spettatori l’episodio di un cartone animato per poi tornare a seguire le avventure di un personaggio del Fantabosco.

Oggi la Melevisione non è più in onda ma potrete ancora vedere le repliche in onda (o su Rai play). Che effetto ha avuto su di me quella visita? Beh,da allora ho pensato che dopotutto, scrivere programmi per bambini, non sarebbe poi tanto male…

Ricordo che all’interno del nostro tour da studenti abbiamo visto anche un altro personaggio fondamentale nella cultura infantile televisiva, l’amato Dodò,

ma questa è un’altra storia…

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