Importante testimonianza dell’Ingegnere Mario Ferrante

A cura di Ermanno Eandi

ing. Mario Ferrante

Anche il tempo si fermò quel giorno, tutto era ansia e silenzio quella notte, la luna da quel giorno divenne più vicina, più piccola e soprattutto più terrestre.  Tutti noi abbiamo vissuto direttamente o indirettamente questa grande emozione, T’informaNews, per ricordare questo memorabile evento si è avvalso di un cronista di primordine l’Ingegnere Mario Ferrante, che ha avuto quasi quarant’anni di esperienza nell’industria spaziale italiana presso  Tales Alenia Space. Attualmente ha fondato il settore aerospaziale della AICQ (Associazione Italiana Cultura della Qualità) ed è socio fondatore dello IAASS (International Association for the Advancement of Space Safety). 

Ecco il suo articolo: Era il 20 luglio 1969, come tutti ormai sanno, gli astronauti Neil Armstrong  e Edwin “Buzz” Aldrin furono i primi umani a sbarcare sulla luna. Circa sei ore e mezza dopo, Armstrong fu la prima persona a camminare sul suolo lunare. Neil non appena scese dal LEM  disse la famosa frase Un piccolo passo per un uomo , (un)  grande balzo per l’ umanità”. Dalle registrazioni, forse dal rumore di fondo o forse dall’ emozione, sembra che Neil abbia omesso l’ articolo “un” , ma e’ un dettaglio che fece comunque diventare questa frase tra le piu famose della storia.

La conquista della Luna è stata la più grande sfida che l’uomo abbia mai affrontato in termini di rischi, tecnologie utilizzate e costi. La complessità di una missione sulla Luna la si può comprendere analizzando tutti i tentativi fatti dagli Americani e Russi per raggiungere il nostro satellite. Dal 1958 al 20 luglio 1969 sono stati fatti ben 74 tentativi di cui 47 fallirono. In particolare per gli americani ci furono 32 missioni con 16 fallimenti totali o parziali e per i russi 42 missioni con 31 fallimenti totali o parziali. Con questi numeri si puo’ comprendere come la corsa allo Spazio di queste due  Potenze in competizione tra  loro, sia stata difficile e piena di imprevisti , ma il lato positivo è che dagli imprevisti si impara e si migliora. Senza  questi tentativi l’ essere umano non avrebbe mai raggiunto la Luna.

Non è da dimenticare il lavoro fatto da tutti gli ingegneri per ridurre non solo i rischi di missione, ma anche quelli legati alla sicurezza vera e propria degli astronauti. E’ da notare che in quegli anni  l’ orgoglio e la passione dei tecnici hanno avuto un ruolo determinante nel raggiungere l’ obiettivo finale: lo sbarco sulla Luna.  

A questo proposito ho avuto l’opportunità di lavorare con il Dott. Joseph Fragola (uno dei massimi esperti mondiali di Analisi Rischi e prevenzione dell’errore umano) artefice dell’analisi Rischi dello Space Shuttle, che mi raccontò un’episodio che mi fece capire esattamente cosa si intende per passione. All’epoca dello sviluppo del LEM, dove si occupava dell’interfaccia del Computer di Bordo presso la Grumman, mi raccontò che se nel cuore della notte ipotizzava qualche modifica al progetto,si recava in Laboratorio al simulatore del LEM per verificarne la fattibilità. Ecco, questo dà la percezione della passione dei tecnici che hanno lavorato al programma Apollo.

Un altro aspetto riguarda I rischi per la sicurezza degli astronauti che, con le tecnologie utilizzate a quei tempi non confrontabili minimamente con quelle che abbiamo a disposizione oggi,non erano così trascurabili.

Neil Armstrong, in un’intervista rilasciata nel 2012, spiegò che un mese prima del lancio erano abbastanza confidenti che avrebbero tentato la discesa. Neil disse che avevano il 90% di possibilità di ritornare sulla Terra, ma solo il 50% di allunaggio al primo tentativo. La ragione era dovuta all’incertezza della discesa a causa della mancanza di una dimostrazione efficace per mezzo di prove. Ci poteva essere quindi qualche fenomeno che le simulazioni non potevano permettere di comprendere. La conseguenza poteva essere quella di abortire la discesa e ritornare sulla Terra senza essere scesi sul suolo lunare.

Dopo 50 anni si ricomincia  a parlare delle missioni lunari ed in particolare di insediamenti umani permanenti sul nostro satellite. Oggi  rispetto al programma Apollo ci sono anche nuovi  attori interessati alla Luna, Cina, India , Israele e aziende private quali Space x e Blue Origin.

La collaborazione internazionale sarà inoltre la chiave di volta per le prossime missioni.La Luna nel prossimo futuro rappresenterà una tappa intermedia per l’ esplorazione umana di altri pianeti del Sistema solare. La realizzazione di una Stazione  Spaziale ( Space Gateway)  intorno alla Luna è il prossimo obiettivo con un notevole coinvolgimento dell’ Italia con Thales Alenia Space. Il Gateway sarà piu piccola della Stazione Spaziale Internazionale e sarà il primo avanposto dell’ uomo nello spazio profondo. A causa delle radiazioni cosmiche la Stazione Lunare sarà  abitata per tempi brevi e verrà utilizzata sia come base di attracco e controllo delle missioni robotiche sulla Luna  e sia per comprendere l’ aspetto fisiologico degli astronauti nello spazio profondo. La prossima tappa sarà una base permanente sulla Luna,  vedremo nei prossimi anni  diverse missioni che sperimenteranno le tecnologie per renderne  fattibile la costruzione .

Se il lettore di T’informaNews volesse approfondire le conoscenze sulla conquista della Luna, uscirà nelle prossime settimane il Libro “Operazione Luna”  scritto da Antonio Lo Campo,  uno tra i giornalisti piu esperti dello spazio e dall’ Ingegner Carlo Di Leo che ha scritto diversi libri che affrontano gli aspetti  tecnici dei voli spaziali. Per chi fosse interessato Vi aspetto in Abruzzo al Convegno Operazione Luna dove verrà presentato il Libro.  

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