QUALI ELEMENTI HANNO CONTRIBUITO A “CREARE” BEETHOVEN E QUANTO IL SUO LAVORO HA INFLUENZATO LA MUSICA SUA CONTEMPORANEA E SUCCESSIVA? CE NE PARLA IL DIRETTORE ARTISTICO, MAESTRO FEDERICO BISIO, PRESENTANDO LA NUOVA STAGIONE MUSICALE

A COMPLEMENTO DEL GENIO” Celebrare Beethoven attraverso modelli, colleghi, discepoli e posteri, è il titolo emblematico dell’ottava Stagione dell’Orchestra da Camera Giovanni Battista Polledro, che comprende 5 concerti in programma dal 2/10/2019 al 19/5/2020

Il Maestro Federico Bisio Direttore stabile e artistico dell’Orchestra – tutta composti da talenti professionisti non oltre i 40 anni di età – propone composizioni di autori classici noti come F.J. Haydn, C.P.E. Bach, W.A.Mozart, F. Mendelsshon, L.Cherubini, A.Dvorak ed altri meno eseguiti quali Martinu, Spohr, Enescu, Stamitz, Wranitzky, Hummel, Ries e G.B. Polledro. I concerti dell’Orchestra Polledro, diretta dal Maestro Federico Bisio, si svolgono a Torino presso il Conservatorio “G.Verdi” di piazza Bodoni e a Moncalieri presso il Real Castello (Sala della Regina), Patrimonio UNESCO.

“Il 2020 –  ha raccontato entusiasta il Maestro Bisio nel corso della conferenza stampa di presentazione della Stagione – sarà caratterizzato da una particolare ricorrenza in ambito musicale: i 250 anni dalla nascita di Ludwig Van Beethoven. Il genio nato a Bonn nel 1770 ha testimoniato un periodo di grandi cambiamenti politici in Europa, segnato da lunghe e sanguinose guerre che hanno sancito la fine di un mondo e l’inizio di una nuova epoca. Ciò nonostante, il suo temperamento e le sue superiori doti musicali si sono sviluppate sino a raggiungere vette artistiche altissime, a dispetto della grave menomazione fisica impostagli da una rapida – e quanto precoce – sordità.

Come si può ben immaginare, nel corso di questa ricorrenza saranno numerose le esecuzioni delle sue composizioni, dalle più celebri alle più sconosciute. Sulla base di queste considerazioni, abbiamo deciso di improntare la nostra prossima – ed ottava – Stagione alla ricerca e alla presentazione di come la musica del compositore dell’Inno alla Gioia, si collochi all’interno di un humus assai fertile, che la stabilizzazione e selezione successiva del repertorio spesso impedisce di cogliere.

La scelta più importante (e, permettetemi, coraggiosa) è risultata quella di non eseguire alcunché del suo catalogo. Nel corso dei cinque concerti previsti avremo modo di avvicinare i suoi modelli, maestri, colleghi, discepoli e quanti, nei due secoli successivi, si ispireranno a lui.  Naturalmente questa nostra operazione non ha pretesa di completezza. Tuttavia speriamo che risulti di stimolo alla curiosità del pubblico affinché possa riscoprire, anche attraverso l’unicità esperienziale delle esecuzioni dal vivo, la forza di un mondo musicale poco frequentato.  Saranno nostri compagni, in questo percorso, importanti solisti di fama internazionale: Sebastian Jacot, Carlo Romano, Antonio Valentino, Piergiorgio Rosso e il Trio Debussy.  Come tutti gli anni, proseguendo il percorso di sostegno delle nuove leve, avremo una nostra prima parte impegnata nell’esecuzione di un concerto solistico: Francesca Gelfi, al corno di bassetto.

Nel primo concerto di stagione, il 2 Ottobre, dopo l’esecuzione della Ouverture dell’Opera Lodoiska di Cherubini (il cui tema influenzò il Fidelio beethoveniano), Sebastian Jacot, primo flauto dell’orchestra del Gewandhaus di Lipsia, eseguirà un concerto per flauto di Carl Philipp Emanuel Bach. Il più celebre dei figli di Johann Sebastian esercitò su tutta la musica di fine Settecento, inizio Ottocento una grande influenza, soprattutto per il suo lavoro sulla “Fantasia”. Concluderà il programma la prima sinfonia di Louis Spohr, collega e ammiratore di Beethoven.

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Nel concerto del 20 Novembre, in occasione del 170 anniversario del Proclama di Moncalieri e presso la prestigiosa sede del Castello Reale della Città, eseguiremo un programma dedicato alla musica per ensemble di fiati, con capolavori di Enescu e Dvorak.

Ci ritroveremo nella Primavera del 2020, il 10 Marzo, per approfondire il mondo musicale nel quale Beethoven si formò: due concerti solistici faranno da perno alla serata. Nella prima metà ascolteremo la nostra Francesca Gelfi eseguire il concerto per corno di bassetto di Carl Stamitz (esponente di spicco della cosiddetta scuola di Mannheim) e, nella seconda, il celebre concerto per oboe di Haydn; solista Carlo Romano, già primo oboe dell’Orchestra Rai. Aprirà il concerto una breve sinfonia di Joseph Boulogne Chevalier de Saint Georges, il primo compositore mulatto di Francia e, in chiusura, la Sinfonia numero 30 di Mozart, piccolo gioiello di rara esecuzione.

Il 7 Aprile sarà dedicato alla compagine per soli archi. Una sinfonia giovanile di Mendelssohn introdurrà il Concertino per Trio e orchestra d’archi di Martinu eseguito dal Trio Debussy.

Il celebre compositore ceco del XX secolo ebbe sicuramente come modello l’organico previsto da Beethoven per il suo Triplo Concerto. Porterà a compimento della serata una sinfonia cosiddetta “caratteristica”: nella versione per soli archi, la composizione che Paul Wranitzky (primo violino dell’orchestra imperiale nonché direttore delle prime esecuzioni di alcune sinfonie beethoveniane) dedicò alla pace tra l’Austria e la Francia.

   La Stagione “A complemento del genio” si concluderà il 19 Maggio con un concerto particolarmente importante per nostra orchestra: eseguiremo infatti del nostro Polledro, una sinfonia in prima esecuzione moderna. La prima parte della serata proseguirà con il concerto per violino e pianoforte di Hummel. Antonio Valentino e Piergiorgio Rosso ci accompagneranno nella scoperta di questo importante compositore, virtuoso della tastiera e divulgatore beethoveniano.

Infine…tra tutti i compositori che operarono nella cerchia beethoveniana, non poteva mancare, per importanza, Ferdinand Ries. Allievo, amico, confidente, fu uno dei più intimi frequentatori di Beethoven. Eseguiremo la sua Quinta sinfonia. Quinta non a caso; infatti nel suo primo movimento echeggia (pur con le dovute modifiche) il rintocco ritmico della più celebre Quinta del suo maestro; un comune battito per un destino unico e irripetibile.”

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