Di Vittoria Adamo

Foto Domenico Polito

Il secondo piano di Palazzo Reale, solitamente è chiuso al pubblico, in via del tutto eccezionale è stata concessa la visita alla redazione di T’InformaNews, grazie al progetto della giornata valorizzazione FUA 2019 e all’interessamento della Dott.ssa Salinardi Donata che lavora nei musei reali all’interno della biblioteca Reale.

Il Palazzo Reale di Torino è stato costruito nella seconda metà del cinquecento dalla dinastia dei duchi dei Savoia.

Il Palazzo conobbe una nuova stagione architettonica e decorativa sotto Maria Cristina di Francia, prima Madama Reale, la quale affidò ad Amedeo di Castellamonte il complemento degli appartamenti reali.

Nel corso del ‘700, la dimora continuò ad arricchirsi di pregevoli ambienti come il secondo piano Nobile. Inizialmente, questo spazio veniva utilizzato dalle dame e dalla damigelle d’onore di Madama Reale con collezioni di porcellane ed arazzi, situato all’ interno del Palazzo Reale di Torino, il quale è stato abitato dal Principe di Piemonte Umberto e da sua moglie Maria Josè del Belgio.

Dimensione e ricchezza del Palazzo crebbero in parallelo al potere di casato: dopo aver ottenuto il titolo regio nel 1713, Vittorio Amedeo II introdusse a corte l’architetto messinese Filippo Juvarra che lasciò notevoli testimonianze della sua arte.

Al secondo Piano Nobile si accede dalla sontuosa scala “delle Forbici”, ideata dall’ architetto citato precedentemente, una scala fatta completamente di marmo.

La scala delle forbici venne realizzata in occasione del matrimonio del principe ereditario Carlo Emanuele con Anna Cristina di Baviera Sulzbach, per consentire un accesso sontuoso al secondo piano nobile sostituendo una scala già preesistente ormai inadeguata.

La scala d’impatto architettonico è a tenaglia, ovvero scarica il peso sulle pareti perimetrali ed una rampa superiore centrale libera da sostegni laterali, poiché sorretta solo dagli archi traversali dei pianerottoli. 

Raffinata decorazione plastica in stucchi bianchi con il suo delicato repertorio figurativo di corolle fiorito, conchiglie, volute e cartigli enfatizza gli effetti di luce in questo spazio, aumentando l’importanza della scala.

Il nome della scala deriva dall’ornamento del curioso ovale collocato da Juvarra in corrispondenza dell’imposta della volta sospesa, dove un paio di forbici taglia le due trecce laterali incrociate a simulare una lingua biforcuta: allusione questa , al genio juvarrino che “taglia” le malelingue dei cortigiani che non avevano ritenuto fattibile la realizzazione della sua impresa.

Ammirando il Secondo Piano Nobile, la storia ci narra attraverso i quadri esposti che ha accolto anche i Duchi di Savoia Vittorio Amedeo III e Maria Antonietta Ferdinando di Spagna, che sono raffigurati nel dipinto di Domenico Duprà.

Tante sono le bellezze che si possono ammirare all’interno di questo piano, tra cui la Sala Blu, la Sala Rossa e la Camera da letto di Maria José di Coburgo Gotha, moglie del futuro re Umberto II, che ha vissuto in queste stanze nel Novecento.

Inoltre, nell’altra metà del piano si trovano gli “Appartamenti dei Duchi d’Aosta” con preziosi arredi, affreschi a tema mitologico e infine una Sala Biliardo, questa parte venne progettata e realizzata in occasione delle nozze tra Vittorio Emanuele II e Maria Teresa d’Asburgo Este, celebrate nel 1789.

Infine, la sontuosa terrazza, la quale fa da cornice alla nostra visita finale, ci lascia su un paesaggio mozzafiato, riportandoci ad ammirare ancora ad oggi le bellezze di Torino.

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