Intervista con il Presidente della Fondazione per l’Architettura

di Ermanno Eandi

Alessandra Siviero è un architetto validissimo, lei è  un mix tra raffinatezza e professionalità, affabile ed instancabile si trova spesso a ricoprire ruoli di spicco nell’Ordine degli Architetti, infatti  da poco tempo è il presidente della Fondazione per  l’architettura di Torino.

“Sono una donna dolce e determinata, che sa quali sono i suoi obbiettivi e li vuole assolutamente raggiungere – afferma Alessandra Siviero – contemporaneamente sono una mamma, sono sensibile, idealista, super attiva… insomma sono una donna completa. ”

È stata una scelta difficile essere un architetto?

È stato il mio desiderio da sempre. Quasi come una chiamata, da quando avevo cinque anni sognavo di fare questa splendida professione e il mio sogno si è avverato.

Quali sono state le sue gioie più grandi le ha donato la sua professione?

Vedere la gioia e l’armonia di coloro a cui hai progettato una casa, perché io voglio valorizzare qualità della vita della persona.

E i dolori?

Attualmente la nostra professione incontra serie difficoltà, sovente non dipende da noi la qualità finale del prodotto,  perché non è facile trovare impresari, collaboratori e artigiani all’altezza, quindi è necessario crearsi un team affidabile per offrire il massimo della qualità.

Quando è nata la fondazione per l’architettura?

È nata nel 2002, è un braccio operativo dell’Ordine degli Architetti, è stata creata per dare dei servizi agli iscritti

Quali sono i suoi obbiettivi?

Il primo è quello di valorizzare l’architetto e aiutarlo nella sua professione. Dopodiché  quello di coinvolgere, voglio aprire la Fondazione all’esterno, infatti nel consiglio ci sono sei architetti e  cinque illustri imprenditori e questo è meraviglioso, perché crea una contaminazione e sviluppa sinergie anche in altri settori, è un mix indispensabile per proporre una architettura di qualità.

Che cosa diversifica la Fondazione dall’Ordine?

Innanzitutto lavoriamo in sinergia assoluta con l’ordine, ci occupiamo della formazione e vogliamo essere vicini e sensibilizzare i cittadini.

Quali sono i vostri progetti?

Il primo è sicuramente quello del Bottom-Up, dove architetti e associazioni  si sono uniti per realizzare dei progetti utili a migliorare la nostra città. Pochi giorni fa sono stati presentati i tredici progetti selezionati, adesso dobbiamo proseguire il cammino, cioè scegliere il vincitore e aiutarlo a realizzare il suo progetto.  Vogliamo promuovere la sostenibilità in  tutte le sue forme e saremo attivi anche nel sociale, con una cena di beneficenza per aiutare con la nostra professione il reparto di neonatologia dell’Ospedale Sant’Anna.

Quali sono gli interventi che ritiene indispensabili per Torino?

Proseguire questo percorso di riqualificazione del territorio come è stato fatto alle OGR, la Nuvola Lavazza e il Combo, recuperare edifici fatiscenti e abbandonati  come la Manifattura Tabacchi, il Palazzo del Lavoro e  offrirli ai Torinesi.  Però per fare questo bisogna trovare o fondi e quindi la Fondazione cerca di rendere Torino appetibile agli investitori sia nazioni che stranieri.

Un ringraziamento?

Il primo ringraziamento è per Umberto, mio figlio, un ragazzo sensibilissimo che mi aiuta molto. Poi, ovviamente, tutti gli iscritti che mi sono accanto e mi vogliono bene, un ringraziamento particolare a Massimo Giuntoli, il Presidente dell’Ordine, che ha creduto in me e ha fatto molto per promuovere l’architettura di qualità e a tutti coloro che amano e rispettano la nostra splendida professione.

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