di: Andrea Bergamasco

Is this the real life ? Is this just fantasy ?”, cantavano così I QUEEN nel brano che nel 1975 sarebbe diventato per loro la chiave per l’ingresso nella storia della musica e del rock. Non fantasia, ma pura realtà iniziata quasi cinquant’anni fa, quasi per caso e che oggi tutti, comprese le nuove generazioni, conoscono o hanno imparato a conoscere.

Il 24 novembre del 1991 si spegneva nella sua casa di Earls Court a Londra Freddie Mercury, all’anagrafe Farrokh Bulsara all’età di soli 45 anni per una broncopolmonite causata da complicazioni dovute all’AIDS. A ventisette anni dalla sua scomparsa è uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo il film “BOHEMIAN RAPSODY”, biopic film sulla vita dello stessoMercury e dei QUEEN.

Nato da un’idea di Roger Taylor e Brian May, rispettivamente batterista e chitarrista della band, che hanno ricoperto il ruolo di produttori, il film diretto da Bryan Singer in 134 minuti si sofferma sulle fasi più salienti della carriera dei QUEEN e soprattutto della vita di Mercury al di fuori dalle scene. Anche se ci sono delle piccole imprecisioni dal punto di vista cronologico, la trama regge bene, ben sorretta dai quattro interpreti principali incredibilmente identici nel ruolo dei membri della band,in particolare Rami Malek nel ruolo di Freddie. Malek in questo film è alla sua prima vera e propria “prova d’attore”in un ruolo molto difficile e impegnativo, data l’immensa grandezza del personaggio da portare sullo schermo.

La sua“missione” si può definire superata ed è incredibile quanto è stato bravo a tirare fuori la doppia anima del vero Freddie: dolce e tenera nella vita privata e animale da palcoscenico. Quest’ultimo aspetto emerge in maniera sorprendente nella famosa esibizione del 1985 allo stadio di Wembley, in occasione del LIVE AID organizzato da Bob Geldof, dove Malek ha riprodotto le stesse movenze di Freddie in quell’occasione. Menzione speciale anche per l’attrice Lucy Boynton nel ruolo di Mary Austin, fidanzata e poi amica di Mercury. Il film non annoia mai, sorretto da una colonna sonora straordinaria,per la maggior parte composta da brani dei QUEEN.

Soprattutto le parti drammatiche relative al difficile tema dell’omosessualità sono trattate con maestria. Il film merita di essere visto dai più giovani, che non hanno mai potuto seguire ed ascoltare dal vivo quella che è forse stata la più grande voce della storia del rock.

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