Addio allo Spartacus del grande schermo

di Andrea Bergamasco

Si è spento all’età di 103 anni compiuti l’8 dicembre scorso, una delle più grandi stelle di Hollywood: Kirk Douglas.

Interprete di film leggendari, Douglas era nato ad Amsterdam nello stato di New York da una famiglia di immigrati ebrei bielorussi.

La sua carriera di attore, dopo una laurea in lettere e un diploma all’Accademia di Arti Drammatiche di New York, iniziò a Broadway. Qui gli venne consigliato di cambiare nome. Il  suo vero nome Isadore Demsky, secondo gli addetti ai lavori, non avrebbe suscitato interesse per il pubblico e da qui nacque “Kirk Douglas”. Kirk derivava dal nome del personaggio di uno dei suoi fumetti preferiti (il sergente Kirk) e Douglas dal cognome della sua insegnante di dizione. Il debutto nel cinema avvenne nel 1946 con il film “Lo strano amore di Marta Ivers”, accanto a Barbara Stanwick, ma la prima vera prova d’attore avvenne nel 1949 nel ruolo del pugile Midge Kelly nel film “Il grande campione”. Con questo film ottenne la prima nomination agli OSCAR.

La popolarità internazionale e la consacrazione a star di Hollywood arrivò nel 1957, quando venne scritturato dal giovane regista Stanley Kubrik per interpretare il ruolo del colonnello Dax nel film “Orizzonti di gloria”. La stima che Douglas aveva nei riguardi di Kubrick era talmente vasta che lo volle alla regia del Kolossal “Spartacus” dopo aver licenziato, essendo anche produttore esecutivo del film, il regista Anthony Mann, ritenuto ad inizio riprese non all’altezza.

Nella sua lunga presenza sul grande schermo, c’è stato spazio anche per la recitazione nel genere western, in special modo nel film “Sfida all’OK Corral” del 1957 sotto la regia di John Sturges, dove interpretò in modo impeccabile i panni del medico-pistolero Doc Holliday, al fianco di Burt Lancaster nel ruolo dello sceriffo Wyatt Earp. La sua fisicità sarà ricordata ad Hollywood per film come “20000 Leghe sotto i mari” e “I vichinghi” . Attraverso le pellicole “Orizzonti di gloria” e “Spartacus” ebbe  modo di veicolare le proprie idee contro il militarismo e le guerre e contro l’oppressione.  Dopo 3 nominations all’Oscar, l’ambita statuetta gli verrà assegnata solamente come premio alla carriera nel 1996.

Con due matrimoni alle spalle e quattro figli, è stato uno degli ultimi simboli della Hollywood degli anni d’oro.

Ecco il trailer di Spartacus

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