L’imprenditore pinerolese dalla passione assoluta per il ciclismo

Di Ermanno Eandi

Elvio Chiatellino è un felice imprenditore di Pinerolo, da una ventina d’anni è al timone della Cooperativa Sociale Quadrifoglio, ama i cani  e ha una passione assoluta per il ciclismo.

Quando parla del Giro, del Tour e della Vuelta lui si infiamma, è una vera memoria storica del ciclismo, ricorda ogni data, luogo  e corridore, i vincitori delle tappe e delle grandi classiche come la Milano Sanremo e il Giro delle Fiandre.

La sua dedizione allo celeberrimo sport del pedale lo ha spinto a portare una volta il Tour de France e ben quattro volte il Giro d’Italia a Pinerolo, ma questa volta ha fatto le cose in grande, infatti tra il 22 e il 23 maggio ci sarà l’arrivo e la partenza di una tappa, un evento prestigioso.

Al telefono si dimostra una persona affabile e gagliarda: “Sono una persona caratteriale, volitiva e determinata – afferma Chiatellino – mi piace realizzare gli obbiettivi che mi prefiggo, non sempre ci riesco, ma sovente c’è la faccio”

Mi parla della sua avventura professionale?

“Sono da tanti anni presidente di una cooperativa sociale, con 4500 collaboratori, lavoriamo nel campo socio-assistenziale, ci occupiamo di  anziani e minori, siamo partiti da un fatturato di otto milioni di vecchie lire e ora fatturiamo centotrenta milioni di euro”

Direi una fulgida escalation professionale… ma come è nata la sua passione per il ciclismo?

“Direi da sempre, è stato mio nonno paterno che mi ha instillato questa sublime passione, lui era un corridore e mi portava a vedere le gare. La mia prima volta è stato nel 1956, ero a Pinerolo,  vidi i ciclisti in piedi e tra l’ardente sudore e il fuoco della fatica ne fui irresistibilmente attratto”.

Che emozioni le suscita la bicicletta?

“Mi piace tutto della bicicletta, amo la corsa, lo sforzo fisico dei corridori, sento la fatica e la determinazione di chi sfida se stesso, solo contro tutti per arrivare primo. Impossibile non ricordare i grandi campioni che al solo pensarli mi emozionano dentro, i grande Binda che fu pagato per non partecipare al giro, Moser, Saronni, Gino Bartali e l’immortale Airone…. Fausto Coppi”

A proposito di Coppi quest’anno per lui è un anno magico…

“Sì, è vero, sono settant’anni dalla memorabile a Cuneo-Pinerolo ed è il centenario della sua nascita, è il più grande campione che ha avuto l’Italia  e secondo al  mondo dopo Eddy Merckx”

Qual è il momento più bello della tappa di Pinerolo?

“È sicuramente il passaggio nella salita simbolo del Pinerolese, quella della Basilica San Maurizio da Via Principi d’Acaia. Una salita importante che porta in un luogo bellissimo e quest’anno i corridori la percorreranno due volte”.

Che felicità prova dentro nel donare alla sua città il Giro d’Italia?

“Innanzi tutto è un dono che faccio a me stesso, è una gioia impagabile portare il Giro a Pinerolo. In seconda battuta è anche per pubblicizzare la mia azienda, ma anche per tutti gli appassionati della biciletta di Pinerolo e infine per tutti quelli che come me amano profondamente il ciclismo perché è lo sport più bello del mondo”

Si ringrazia per la gentile concessione la testata Valsangone Network

e Marco Ronco (echos edizioni)

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