Intervista con il Presidente della Fondazione del Circolo dei Lettori.

Di Ermanno Eandi

Non è stato facile, ma ci sono riusciti, dopo un periglioso viaggio, giovedì 9 maggio, il trentaduesimo Salone Internazionale del Libro di Torino finalmente inaugura.

Per analizzare  e  conoscere le proposte della nuova edizione, abbiamo intervistato il Notaio Giulio Biino, presidente della Fondazione del Circolo dei Lettori che organizza la parte culturale del Salone.

Nonostante i suoi innumerevoli impegni,  ci offre una nobile e affabile disponibilità ed è lieto di narrarci il nuovo  Salone Internazionale del libro.

Presidente, c’era una volta il Salone del Libro e, per fortuna,  c’è di nuovo.  Ci racconta come ha fatto a ricreare la prestigiosa kermesse editoriale?

“Ho avuto la fortuna mettermi alla cabina di pilotaggio  di un equipaggio fantastico, ma un po’ scossa dalle vicende che hanno caratterizzato l’ultimo periodo. Inizialmente non è stato facile, c’era la continua rivalità con Milano, i molti veleni che serpeggiavano sul Salone avevano reso pesante l’ambiente. Poi gradualmente, siamo ripartiti ed è stata una avventura meravigliosa”

Lo slogan del Salone è “Il gioco del Mondo”, come si giocherà a Torino al Salone?

“A Torino  giocherà un mondo fantastico. Il programma è uno dei più variegati e ricchi degli ultimi anni, non parlo sono del Salone in quanto tale ma mi riferisco anche al Salone Off , quest’anno ci sarà veramente la partecipazione di tutta Torino Mi piacerebbe che tutti avessimo allegria e voglia di vivere, con uno spirito di condivisione e di amore per la nostra città per  vivere e fare respirare il profumo di gioia e cultura che porterà il Salone in quei giorni”

Quali sono le proposte di quest’anno?

“Al di là degli appuntamenti che ovviamente saranno importantissimi e dei prestigiosi ospiti, e su questo sono sicuro che non ci faremo mancare nulla, una delle grandi novità è la logistica, nuovi spazi ampi (Oval), una facilità d’accesso migliorata soprattutto per disabili e servizi dedicati al Salone totalmente innovativi e efficaci. Sarà un salone per tutti!”

Come mai il Salone parla Spagnolo?

“Per la prima volta non c’è una nazione ospite, ma una lingua, lo spagnolo appunto, che è la più parlata al mondo. L’idea è stata di Nicola Lagioia, il Direttore del Salone, un collaboratore straordinario, con una rara vitalità di pensiero, che ringrazio moltissimo.”

Presidente, oltre ai grandi editori, che saranno presenti con i loro grandi stand, ha avuto un occhio di riguardo per i piccoli editori?

“Li abbiamo trattati al meglio, loro non ci hanno mai abbandonato e hanno dimostrato fiducia ed affetto nei nostri confronti e noi li abbiamo ricambiati offrendogli tutto quello che si poteva compatibilmente con le esigenze”,

Mi permette? È più facile fare il notaio o dirigere il Salone del Libro?

“Sicuramente il notaio perché lo so fare. Per quando riguarda il Salone avevo tutto da imparare, ma soprattutto avevo una preoccupazione, e se non ci fossimo riusciti? Invece grazie al prezioso apporto di tutti c’è l’abbiamo fatta”

Un appello a tutti futuri visitatori del Salone?

“Non fateci mancare il vostro appoggio,  fateci sentire il vostro affetto per il Salone,  perché è una straordinaria creatura culturale, una bandiera non solo di Torino ma di tutta l’Italia nel mondo”

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