Intervista a tutto campo con un professionista dell’odontoiatria

di Susanna De Palma

foto Silvia Airaudi e Alfio Bonsignore

 

Conoscere una persona, come Giuseppe Casetta non è facile, un uomo poliedrico e geniale, simpatico a prima vista,  serio professionista e uomo determinato ed estremamente concreto.

Dottor Casetta ci parla un po’ di lei e della sua storia professionale?

Sono nato in un appartamento che, pochi anni dopo, divenne uno studio dentistico. Ero un predestinato!

Dopo le medie dai Salesiani ho studiato da odontotecnico a Torino, (mio padre, odontotecnico anche lui, non ne voleva sapere!), e poi mi sono laureato in Odontoiatria e Protesi Dentale a Pavia, stupenda cittadina universitaria. Da allora, dopo una serie di delusioni da parte del mondo universitario, (per diventare ricercatori allora ci voleva o il cognome giusto o la tessera giusta o una “lingua” giusta), mi sono dato alla libera professione. Le ricordo  che libera professione vuol dire: una professione liberale, (obbligo dei mezzi e non dei risultati vista la complessità delle mansioni), per cui lo Stato ti chiede, se vuoi esercitare, di superare un esame abilitativo e ti obbliga ad iscriverti ad un apposito albo. In meno di dieci anni sono riuscito a diventare titolare di due studi dentistici, uno a Torino, nei pressi di piazza Massaua, (via Bellardi), e uno a Lanzo Torinese.”

Qual’è il suo modo di agire per avere questi brillanti risultati?

La formula è sempre stata di investire i ricavi nella attività e di fornire un servizio personalizzato, dove i pazienti hanno potuto sempre trovare lo stesso professionista, (io), dalla otto del mattino alle sette di sera. I fine settimana quasi sempre impegnati in corsi di aggiornamento che mi hanno poi permesso di dedicarmi con soddisfazione alla implantologia chirugica, una branca della odontoiatria fantastica, dove veramente l’uomo dimostra la sua intelligenza nel sostituire ciò che viene a perdere”.

 In un mondo professionale come il suo dove la ricerca e la formazione sono fondamentali, ha mai collaborato con dei colleghi?

Certo! Da due anni a questa parte ho iniziato una bellissima avventura professionale con alcuni miei amici e colleghi, il dott. Bosio di Alba ed il dott. Nassisi di Chieri, aprendo il primo Centro Meto-d a Saluzzo; un progetto rivoluzionario nel mondo, ormai decisamente svalutato delle cliniche dentali”.

Ecco, questo mi incuriosisce, perché  c’è  l’ha  con le cliniche dentali?

Non è che “ce l’abbia” con le cliniche dentali in genere, “ce l’ho” con un certo modo di fare l’odontoiatria”.

Cioè?

Il dentista esercita una professione medica. Il suo rapporto con il paziente è di tipo “fiduciario”. Interventi apparentemente banali come fare una detartrasi; una otturazione; una estrazione, sono interventi medici che devono tener conto delle reali necessità e condizioni del paziente. In alcuni, ( molti), centri odontoiatrici gestiti da società di capitale, ( molto attente al rapporto costi-ricavi!), dove spesso non c’è manco un dentista tra i soci, dove ti trovi a discutere della tua terapia con un commerciale, (pagato con un fisso e una quota di ciò che riesce a “vendere”), con collaboratori, (pagati a percentuali talvolta risibili), spesso giovani, con poca capacità di imporsi di fronte ai “budget” richiesti………….non ci vuole uno scienziato per capire che ci si trova di fronte ad una evidente distorsione del rapporto medico-paziente

Qual’è la proposta di Meto-d?

Modificare tutte queste distorsioni è la sfida di Meto-d: soci dentisti; collaboratori, (dottori e non), di comprovata esperienza; operatori commerciali pronti ad aiutare il paziente a scegliere il modo per lui più conveniente per pagarsi le terapie, ma non spinti da percentuali “sul venduto”.In pratica: fare tutto ciò che normalmente viene fatto negli studi monoprofessionali ma in modo più strutturato!”.

Cosa pensa del Low Cost?

Dati alla mano, se uno, (imprenditore o consumatore), vuole avere un prodotto o servizio a basso costo, deve necessariamente rinunciare a qualcosa. Sarà la qualità del prodotto; sarà il livello professionale di chi fornisce un servizio; sarà fare a meno di qualche fase operativa dispendiosa. Ora, per me, per la mia salute, qualora mi dovessero operare io vorrei che “il prodotto”, (che so, una valvola cardiaca o una capsula dentale), fosse il meglio. Gradirei un medico preparato e motivato, (non sottopagato e con poca esperienza), e che non salti o risparmi su nessuna procedura operativa compresa….. la sterilizzazione del bisturi!”

Ci sono tanti pazienti che si recano all’estero….

“Se invece parliamo di strutture Croate o Slovene i ragionamento cambia. Li si evidenzia un “mercato distorsivo” dove noi europei occidentali ci troviamo a competere con europei orientali che pagano molto meno la manodopera; l’iva; l’energia; che non hanno norme, giuste, ma costose nella loro attuazione, che tutelano la sicurezza dei dipendenti e dell’ambiente….D’atra parte, la delocalizzazione di molte attività non nasce dal nulla”.

E per finire? …….

“Lavoro per far mangiare e sorridere le persone, mi sembra giusto concludere con una citazione di Shakespeare che amo: “Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro”.

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