Ottimo il conduttore, eccentrico Fiorello, bravo Diodato… peccato per Le Vibrazioni

di Andrea Bergamasco

Si sono spente anche quest’anno le luci del Teatro Ariston, dove è andata in scena l’edizione numero 70 del Festival di Sanremo.

Un festival che, ancora una volta ha mantenuto gli ingredienti principali della sua popolarità: sorprese, polemiche e bellezza su un palcoscenico ormai famoso in tutto il mondo.

La vittoria finale è andata al cantante di origini pugliesi (vive in Svezia) Diodato e alla sua “Fai rumore” che, oltre a vincere la manifestazione canora, si porta a casa anche il premio della critica “Mia Martini” e il premio “Lucio Dalla”. Il brano parla di un amore il cui ricordo continua a vivere, anche quando una storia finisce. Testo semplice, orecchiabile e soprattutto impreziosito dalla bravura vocale del suo interprete. Il brano ha battuto al televoto finale Viceversa di Francesco Gabbani, al suo terzo festival e alla sua seconda partecipazione tra i big e “Ringo Starr” dei Pinguini Tattici Nucleari, una piacevole novità.

Sorprende che siano stati esclusi dal podio finale Le Vibrazioni. Dopo lo scioglimento avvenuto nel 2012 e la reunion nel 2017, la band milanese, dopo un periodo di appannamento musicale, con il brano “Dov’è” avrebbe potuto essere tra i brani favoriti per la vittoria. 24 erano le canzoni in gara, che poi alla fine sono rimaste 23 per via dell’eliminazione del duo Morgan-Bugo per abbandono a causa di un litigio sul testo avvenuto in diretta tra i due durante l’esibizione del loro brano “Sincero”.

Le canzoni hanno rappresentato l’intero spettro del gusto degli ascoltatori, dal classico fino alle interpretazioni di Achille Lauro: la musica vista come introspezione, stupore e racconto teatrale.

Gli ascolti televisivi sono stati molto alti: quasi il 60% di share. Dato statistico che non si registrava dal 1995. Il merito è da attribuire non solo al presentatore Amadeus, ma anche a Rosario Fiorello  che, da grande showman quale è, ha impreziosito quattro delle cinque serate in programma. La loro intesa, l’amicizia e gli esilaranti duetti hanno impreziosito la manifestazione. Si è celebrata con delicatezza, attraverso le canzoni e le cover, l’evoluzione del costume e della musica italiana fino ai giorni nostri.

E’ stato il Festival delle emozioni: la reunion completa dei Ricchi e Poveri, la presenza fissa di Tiziano Ferro che, presente in tutte cinque le serate, ha incantato il pubblico con alcuni brani classici della storia della manifestazione canora: “ Nel blu, dipinto di blu”, “Almeno tu nell’universo”, “Perdere l’amore” in duetto per la prima volta con Massimo Ranieri e “Portami a ballare”.  

Si è celebrata con delicatezza, attraverso le canzoni e le cover, l’evoluzione del costume e della musica italiana.

La bellezza femminile, è stata presente anche in questa edizione, ben dieci erano le conduttrici che si sono alternate sul palcoscenico: Diletta Leotta, Emma D’Aquino, Laura Chimenti, Antonella Clerici, Francesca Sofia Novello, Rula Jebreal che è stata protagonista di uno splendido monologo sulla violenza subita dalle donne, Georgina Rodriguez (la signora Ronaldo), Alketa Vejsiu, Sabrina Salerno e Mara Venier. In ultimo, ma non per ultimo, un plauso al conduttore Amadeus che, complice la sua esperienza in radio e la conduzione di cinque edizioni del Festivalbar, ha presentato in modo composto e con ironia, senza sentire sulle spalle il peso del confronto con gli storici presentatori che lo hanno preceduto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *