Tempi interessanti 3

Di Luca Garzino Demo

In un’Italia ideale, Liliana Segre non avrebbe mai dovuto presentare una commissione sull’hate speech; in un’Italia ideale, qualora ce ne fosse stato bisogno, anche chi nell’emiciclo siede a destra avrebbe condannato chiaramente i rigurgiti d’intolleranza; in un’Italia ideale, Liliana Segre ora non sarebbe sotto scorta, e Giorgia Meloni l’avrebbe sì chiamata, ma per un ripasso di storia; in un’Italia ideale, Balotelli giocherebbe senza turbamenti per gli eccessi di melatonina; in un’Italia ideale, a Lucca nessuno si sarebbe così indignato per due figuri vestiti da nazisti (anche perché ci sono sempre stati); in un’Italia ideale, la sinistra non risponderebbe a questi problemi con la stessa intolleranza degli intolleranti, cambiando solo un po’ le parole.

Sarebbe un’Italia normale, ma oggi sembra ideale.

E ci siamo tutti svegliati, coi nervi a fior di pelle, in un Paese in cui il problema più grande della classe politica è dire: queste tasse sono colpa degli altri, noi non le vogliamo.

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