Il 17 marzo nasceva il “Tartaro volante”

Di Ermanno Eandi

Rudol’f Chametovič Nureev, (questo è il suo nome in russo) , nacque su  un treno nella zona del lago di Baikal,  nei pressi di Irkutsk, ai confini con la lontana Mongolia, durante un viaggio che la madre aveva intrapreso per raggiungere il marito a Vladivostock .

Questo fu il primo segnale di una vita da giramondo e  da uomo di pensiero e spettacolo.

Da piccolissimo si avvicina alla danza con  la signora Udeltsova, che aveva fatto parte  dei celeberrimi  “Ballets Russes”, i “Balletti Russi” di Diaghilev  con l’intramontabile Ucraino Vaslav Nijinsky.

Nel 1955 il grande passo, sente che il fuoco della danza arde in lui e si iscrive alla prestigiosa scuola di ballo del Teatro Kirov di Leningrado,  dopo pochi anni entra nella compagnia di danza.

 Il regime sovietico non è per lui, opprimente e gerarchico, quindi, nel 1961, durante una tournée in Europa, come molti artisti suoi compatrioti, chiese asilo politico alla Francia.

In Europa si esibisce con la compagnia del Marchese di Cuevas,  poi entra a far parte del Balletto Reale Danese di Erik Bruhn e infine ebbe la sua consacrazione con il Royal Ballet di Londra dove  instaura un sodalizio con Margot Fonteyn, con la quale forma la mitica coppia destinata ad incantare il pubblico di tutti i teatri del mondo.

Rudolf  Nureyev, morì il 6 gennaio 1993 in ospedale di Parigi,  malato di Aids, dopo l’ultima difficile e burrascosa relazione con il leader dei Queen, Freddie Mercury.

Nureyev è stato uno dei più grandi ballerini del mondo, fu anche coreografo, grazie alla sua maestria e alla  sua abilità tecnica incantò i teatri di tutto il mondo, rivoluzionò il mondo della danza classica  accrescendo l’importanza dei ruoli maschili.

Adesso danza nel cielo e nei ricordi dei suoi indimenticabile balletti.

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