Intervista con un candidato per le elezioni del Parlamento Europeo 2019

Di Ermanno Eandi

Massimiliano Salini vive a Crema, è laureato in giurisprudenza e ha una grande preparazione politica. Dal 2014 è Parlamentare Europeo, adesso è pronto a riproporre la sua candidatura per ottenere il suo secondo mandato, per vivere altri cinque anni a difendere e rappresentare l’Italia in Europa.

Proviamo a conoscerlo meglio. “Sono un uomo schietto e determinato. Innamorato della mia terra, la Lombardia.  – afferma Salini – Sono un testimone pubblico delle esperienze eccezionali che ho fatto, dalla famiglia alla vita cristiana, all’attività d’impresa. Una cosa mi è impossibile: arrendermi prima di aver raggiunto l’obiettivo. Tratto particolare: sono un inguaribile ottimista.

Dal 2014 è Parlamentare Europeo, ci racconta la sua esperienza?
Sono stati cinque anni di lavoro intenso e bellissimo tra Strasburgo e Bruxelles. Ho fatto parte di due commissioni: “Industria, ricerca e energia” e “Trasporti e turismo”. Ho sostenuto e sono stato relatore di diverse direttive molto importanti, come il nuovo Programma Spaziale Europeo, che promuoverà lo sviluppo del settore con 16 miliardi di finanziamenti; la riforma sul copyright, che costringerà i giganti del web a pagare gli autori dei contenuti con cui guadagnano miliardi di euro; il Telepedaggio Unico Europeo, che semplificherà la vita di chi usa le autostrade; e il pacchetto Mobilità, che tutelerà gli autotrasportatori italiani dalla concorrenza sleale dei Paesi dell’Est. Ho difeso le regole di finanziamento per l’agricoltura intensiva, tipica dell’Italia, contro l’agricoltura estensiva tipica dei Paesi dell’Est. Mi sono impegnato per proteggere le infrastrutture e le imprese italiane dalla concorrenza sleale dei Paesi asiatici, per la creazione di nuove reti di impresa e per il finanziamento del 95% delle spese per la ricostruzione delle aziende distrutte dai terremoti.

Come mai la scelta del PPE?
Il Ppe ha una grande storia di attenzione al popolo, un ideale da proporre a tutti e un percorso per conseguire gli ideali europeisti e ricostruire l’identità dell’Europa, recuperando le radici cristiane che l’hanno resa possibile. Dopo le elezioni del 26 maggio, il Ppe sarà ancora il gruppo di maggioranza relativa al Parlamento Europeo e sosterrà il processo di rinnovamento politico dell’Ue per dare all’Europa un nuovo assetto in grado di rispondere in modo democratico ed efficace alle esigenze dei cittadini e alle sfide che abbiamo davanti: i flussi migratori, il terrorismo, la crisi demografica, la stagnazione economica, la politica estera e di difesa, il rapporto con i giganti del web e la realizzazione di infrastrutture.

Quali valori dell’Italia vuole difendere in Europa?
Durante il mio mandato, ho lavorato incessantemente per difendere gli interessi dell’Italia in Europa, per dare sicurezza ai cittadini, valore alle nostre identità, capacità competitiva alle nostre imprese. Ho difeso la nostra nozione di persona, famiglia, lavoro, welfare e democrazia. A partire dalla sacralità della vita umana, come nel caso del piccolo Charlie Gard in Gran Bretagna. O come quando mi sono battuto in favore  di Asia Bibi, la donna condannata a morte in Pakistan a causa della sua fede cristiana.

Qual è il suo programma politico?
Voglio impegnarmi a costruire un’Europa che metta al centro la famiglia e la persona, che difenda il lavoro e le imprese. Sosterrò la creazione di una vera politica industriale, capace di valorizzare la creatività, il saper fare e la cultura del lavoro delle nostre aziende. Lavorerò perché l’Europa sia sempre più connessa e sostenibile, grazie allo sviluppo di infrastrutture per i collegamenti, l’energia e i dati. Inoltre, mi impegnerò a sostegno del patrimonio di conoscenza e innovazione delle università, dei centri di ricerca e delle aziende affinché diventi un potente motore di sviluppo economico, culturale e sociale.

Perché votare Salini?
Per me la politica è servizio: serve a tutelare il meglio che abbiamo nella vita. Per questo io mi dedicherò sempre a favore della famiglia, della sussidiarietà, della dignità umana, dei corpi intermedi, del lavoro, degli imprenditori e dell’economia che unisce la tensione alla realizzazione di un profitto al rispetto sacrale della dignità della persona. Mi ricandido al Parlamento Ue perché ho avuto modo di vedere che molte partite importanti per il nostro Paese si giocano qui e che una presenza seria e costruttiva degli europarlamentari italiani può influire su orientamenti e decisioni positive per l’Italia, i suoi territori, le sue imprese. Io ho cercato di ricambiare la fiducia riposta in me dagli elettori 5 anni fa, innanzitutto con la serietà con cui ho vissuto il mio mandato, totalizzando il 99% di presenze all’Europarlamento.

Un suo sogno europeo?
Costruire un’Unione Europea migliore, portando fino in fondo il processo di integrazione pensato dai padri fondatori De Gasperi, Schuman e Adenauer. Solo compiendo quel grande progetto politico l’Europa sarà in grado di rispondere alle istanze dei suoi cittadini e parlare con una voce sola, invece di essere ridotta alla mera somma di interessi puramente economici. E solo così potrà rispondere in modo davvero efficace alle tante sfide che ha davanti: dalla Brexit al terrorismo, dai flussi migratori alla crisi demografica, dalla stagnazione economica al ritorno prepotente dei nazionalismi, passando per la subordinazione della politica alla finanza.

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