Di Giulia Scanu

La prima cosa che mi è venuta in mente ricordando Nadia Toffa è stato il suo sorriso, dal 2009 lavorava nel programma televisivo Le Iene in un primo momento come inviata e poi come presentatrice. I suoi servizi televisivi erano impregnati della sua energia, era in grado di trascinarti e di restare incollato allo schermo sino alla fine. Giovane e brillante, una donna che ha portato nel piccolo schermo tematiche spinose con una grande maestria, dal servizio sui farmaci e le presunte truffe compiute dalla farmacie ai danni del servizio sanitario, al servizio sulla “Terra dei fuochi” dove ha documentato la situazione nella zona tra Napoli e Caserta in cui vengono appiccati rovi per smaltire i rifiuti illegalmente. Per non parlare dei terreni interdetti del Comune di Giuliano, terreni che non dovrebbero essere coltivati ma che invece lo sono, o la questione della “Terra dei Veleni”, servizio riguardante la città di Crotone che da oltre 25 anni, a causa delle scorie tossiche delle fabbriche, ha subito un altissimo tasso di decessi per cancro.

Nel servizio con Luigi Bonaventura, ex boss dell’ ‘ndrangheta parla della piaga delle sale da gioco gestite proprio dall’ ‘ndrangheta. Nadia è poi arrivata sino all’isola di Okinawa per parlare della popolazione con la maggiore concentrazione di centenari al mondo. Il suo lavoro, il suo impegno e la sua bravura vengono premiati con dei riconoscimenti: il 15 aprile 2015 vince il primo premio nella sezione TV del premio Internazionale Ischia di giornalismo, mentre nel giugno 2018 vince il premio Luchetta per un reportage, realizzato con Marco Fubini, sulla prostituzione minorile nella periferia di Bari.

 La schiettezza con la quale parlava con il suo pubblico era autentica, Nadia era diretta, ed è proprio con questa sua sincerità che ha voluto rendere partecipe il suo pubblico del male che l’ha colpita nel 2017. Con semplicità, empatia e forza d’animo ha parlato del suo tumore in televisione e in un libro dal titolo “Fiorire d’inverno”, un male che lei ha saputo affrontare e raccontare con la tenacia che l’ha sempre contraddistinta. A noi resta il ricordo di una professionista instancabile e di una donna che elogiato la bellezza della vita nonostante le difficoltà.

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