Il nipote Corrado fa rivivere la  carriera dello zio Nino Taranto

Di Maria Polimeno

Sabato 8 giugno 2019 si è tenuta nella Cripta della chiesa dello Spirito Santo a Torre Annunziata (Na) la prima fase della stagione di rappresentazioni teatrali del progetto “Culturateatro” con il patrocinio delle tre Arciconfraternite oplontine:  quella della “Diocesi di Napoli” dei Santi Agostino e Monica (retta dall’ingegner Alfredo Cutrupi) , del Santissimo Sacramento (dalla signora Lucia Correale) e del Rosario (dall’architetto Lucio Fiordoro) in partnership con la Pro Loco Oplonti “Marina del Sole” (presidente l’avvocato Ciro Maresca).

L’evento “Noi….i Taranto”,  è un omaggio ai celeberrimo Nino Taranto,  una vera e propria carrellata della  lunga e gloriosa carriera, de “ il signore della risata”, scoprendo, attraverso il racconto del nipote Corrado (figlio del fratello di Nino, Carlo Taranto, anche lui valentissimo attore) , i lati più sconosciuti del grande artista”.

Il vero scopo delle nostre attività è che abbiamo toccato con mano, che  la nostra città sta perdendo completamente cultura. – commenta il Priore ingegner Alfredo Cutrupi –  Il teatro ci insegna le parole, parla nei tempi  necessari a trasmettere le cose che sono complesse perché la vita è complicata. La cultura è la strada su cui corre il sociale, se non c’è questa il sociale non va da nessuna parte quindi ecco perché c’è l’unione tra teatro, cultura e sociale.”

Lo spettacolo, che ripercorre fra aneddoti, brani teatrali, macchiette e canzoni la storia della famiglia di artisti che ha visto come capostipiti Nino e Carlo Taranto, è stato interpretato da Corrado Taranto e Guglielmo Capasso e alle luci Carla e Viola Taranto.

Più di cento anni fa, nel popolare quartiere napoletano di Forcella nasceva Nino Taranto. La sua fu una recitazione garbata nei modi, mai volgare, nonostante sia stato partecipe di un cinema sostanzialmente comico, riuscì a rivelare la completezza delle sue doti artistiche nel film “Anni facili” del 1953 di Luigi Zampa, che gli fece vincere l’anno successivo il Nastro d’argento come protagonista.

Grande anima  del Varietà, interprete di un genere storico indimenticabile “la macchietta”, precursore in teatro della “Rivista” e ottimo interprete di prosa. Dal cinema. alla televisione e infine al teatro, una panoramica del modo in cui Nino e Carlo erano artisti a 360 gradi.

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