Il regista presenta il suo nuovo film “Onirica”

Di Pierpaolo Bonante

Luca Canale Brucculeri, Autore e Regista torinese, ci ha dedicato qualche minuto per raccontare il suo nuovo progetto cinematografico “Onirica”, primo lungometraggio di quella che speriamo sarà una lunga e brillante carriera.

  • Ciao Luca, puoi raccontarci in sintesi qual è stato il tuo percorso artistico prima di approdare alla regia di lungometraggi?
  • La mia passione per la recitazione nasce a teatro, come capita a molti. Ho lavorato per alcune produzioni del torinese per poi approdare alla televisione ed al cinema. Maschi contro femmine e Femmine contro Maschi, Il Gioiellino alcuni dei titoli dove mi sono trovato a collaborare. Poi spot pubblicitari, videoclip. La passione dal punto di vista registico è arrivata sei  anni fa, partita con la realizzazione di alcuni cortometraggi. L’ultimo, Maggio, ha vinto un buon numero di premi e questo ha dato una risonanza alle mie progettualità future permettendomi di avere i contatti per realizzare un lungometraggio.
  • Ecco, parliamo di Onirica, il tuo primo lungometraggio. Cosa puoi raccontarmi?
  • Siamo a Torino nei giorni di ferragosto. La città è deserta. Un assassino uccide nei luoghi dove Dario Argento ha girato i suoi film e con le stesse modalità. Viene chiamato a consulto un esperto di Argento, ma non riveste la figura che Robert Langdon ha nei libri di Dan Brown. Il nostro esperto è il primo sospettato, in quanto per la polizia i crimini sono compiuti con dovizia di particolari, ma ovviamente il nostro protagonista vuole scagionarsi. Ad un certo punto, però,  inizia a sognare gli omicidi che stanno avvenendo per la città e comincia a pensare di soffrire uno sdoppiamento di personalità. Non posso dire di più della trama, ma sappi che ogni sequenza omaggia un film.
  • Il finale non ce lo puoi dire, vero?
  • Posso solo dirti che riserva una serie di sorprese… Per scoprire il finale invitiamo tutti i lettori a venire a vederlo al cinema!
  • Dove possiamo venire a vederlo?
  • Il 30 Marzo avremo l’anteprima evento presso il cinecaffé Ambrosio di Torino, per la quale vi invito a prenotarvi perché i biglietti stanno andando via molto rapidamente. Successivamente avremo una serie di proiezioni in cinema di tutta Italia, in vari festival horror, ad esempio il festival del cinema di Lecce, poi Cesena e Liguria. Abbiamo fatto la scelta di rivolgerci ai piccoli cinema.
  • E’ difficile proporsi al pubblico nell’epoca contemporanea?
  • E’ un buon momento questo per fare i lungometraggi perché ci sono decine di possibilità: ci si può proporre al mercato on demand, al Direct to Video e agli eventi in determinati cinema. L’ultima spiaggia, è mettere su internet il proprio film sperando che venga visto da qualcuno che possa essere interessato ma ovviamente senza alcun rimborso economico. Può essere una strada.
  • E tu, delle alternative di cui sopra, quale strada hai cercato di intraprendere?
  • Pensare in piccolo è meglio, soprattutto con i titani della cinematografia mondiale in uscita. Non avrebbe senso uscire e mettersi in competizione con Avengers. Lavoreremo sul passaparola, facendo la stessa strada che hanno fatto lavori come “Notte prima degli esami” o “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Una delle grandi spinte al nostro progetto è stata la distribuzione di Onirica in Blu Ray Limited Edition da parte di Cinemuseum, la nostra casa distributrice, ad ottobre.
  • Conosci di sicuro la storia di “Lo Chiamavano Jeeg Robot”: il suo regista Gabriele Mainetti in un’intervista lamentava la difficoltà nel ricevere i fondi regolarmente ottenuti da parte degli enti pubblici. Tu hai avuto le stesse difficoltà?
  • Il film è autoprodotto: per evitare problematiche che ho avuto in passato – di tipo legale – ho deciso di avere il controllo sull’opera. Chiariamo che l’intero film è stato un lavoro di squadra, eravamo in 45 e siamo riusciti a creare l’opera, ma abbiamo deciso di non appoggiarci a contributi pubblici.
  • Ci puoi raccontare un aneddoto del dietro alle quinte del film?
  • Il film è principalmente ambientato di notte, indicativamente dalle 21 alle 6. La sequenza in omaggio a “Suspiria” è ambientata in una palestra. Una notte abbiamo girato fino alle 7 quando è arrivata la signora delle pulizie che, ignara della nostra presenza, si trova in palestra decine di persone ricoperte di sangue. Ci è voluto un po’ per convincerla che non stessimo commettendo reati.
  • Avrei voluto vedere la scena! Per concludere, come ci inviteresti a vedere il tuo Onirica?
  • Lasciatevi avvolgere dai vostri incubi, o voi ch’entrate

La redazione di T’informaNews, auspica un ottimo risultato per il nuovo film , un applauso al regista,  ai principali attori Fabio Rossini, Camilla Nigro e Diego Casale e a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita del progetto.

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