Il tango come motore social-culturale per risvegliare le coscienze

In punta di tango 4

Di Casa de Tango   by Etnotango


Foto di: Andrea Caliendo, Sergio Giunipero e Ippolito Ostellino

Giovedì 12 settembre 2019, in occasione del decennale del Tango a patrimonio UNESCO (2009 – 2019) e a seguito dell’evento pubblico “Tango dei Sonnambuli” svoltosi nell’ambito del Salone del libro 2019 con il supporto della Fondazione Circolo Lettori di Torino, è stato presentato presso il Salotto delle Idee del Collegio Artigianelli di Torino, sede della Congregazione dei Giuseppini del Murialdo, il progetto Casa De Tango by Etnotango, realtà che peraltro firma da giugno scorso la nostra rubrica fissa “In punta di tango”.

L’idea della Casa De Tango come “distretto diffuso” delTango rioplatense e Argentinità,lungo un asse che da Torino raggiunge Cuneo e culmina ad Imperia,nasce appunto dalla lunga esperienza di scambi storici annessi alla nota e turisticizzata Via del Sale per valorizzare le expertise eccellenti del comprensorio tra Piemonte e Liguria. Il progetto, ideato e raccordato dall’operatrice culturale e giornalista Monica Nucera Mantelli, con al suo attivo molteplici produzioni tra cui il film indipendente sul tango e territorio “Poema Circular” (2014) insieme al regista Alessandro Avataneo e l’opera musicale “Piazzolla’s Daedalus” con il Piazzolla Modern Quartet di Raffaele Tavano (2017) implica una visione tra uomo, natura, paesaggio e società che riunisce – attraverso il tango e la più ampia cultura argentina –  il ballo, l’arte, la musica, il canto, il teatrodanza, la poesia, il teatro, il cinema, la letteratura, il fumetto, la pittura, il video, la street art, il territorio, i diritti umani, la socialità, lo sport, la storia, la terapia, la memoria identitaria, la moda, il design e l’enogastronomia ispirata a questo stile e filosofia di vita.  

Perché dunque una Casa del Tango? “Diciamo che proprio per le sue caratteristiche di veterano scambio universale, per tramite di un elemento naturale come il fiume tra Montevideo e Buenos Aires, il tango si è ormai osmotizzato ovunque e viene praticato in ogni Paese del mondo, diventando implicitamente simbolo di apertura di frontiere e ponti” spiega l’ideatrice del progetto. “In un mondo dove la globalizzazione senza spiritualità o umanesimo illuminato, sembra voler cancellare la parola “solidarietà”, occorre quindi raddoppiare l´impegno per costruire più comunità fatte di segni tangibili di fratellanza universale, difendendo i diritti umani e portando ovunque un messaggio in favore dell’inclusione sociale e contro tutti i tipi di discriminazione, esclusione e razzismo”.

Dopo le consegne degli attestati realizzati in occasione della speciale ricorrenza, è arrivato il momento dei saluti ufficiali di Ettore Terzuoli, Presidente di Faitango e di Marco Pautasso alla Direzione dell’OFF Salone Libro, a cui è seguita la lettura del messaggio inviato da Irma Rizzuti, Consejera Agregada Cultural de Embajada de la República Argentina en Italia, che conferma l’importanza dell’interdisciplinarietà “Portare avanti la missione di conoscenza e ricerca dell’essenza più vera del Tango rioplatense attraverso la realizzazione di progetti e attività coscienti degli scambi dei saperi e competenze interdisciplinari, sfuggendo alle logiche seduttive della ghettizzazione, è oggi quanto mai strategico per la salvaguardia stessa del futuro degli uomini. Il Tango – prosegue il testo dell’ente che ha concesso il patrocinio insieme a Casa Argentina di Roma – è per sua natura intrinseca uno strumento accessibile e inclusivo. Un codice che incoraggia l’aggregazione, la condivisione e l’attenzione verso l’altro. La semplicità di questo assioma non è così assimilabile al contesto attuale ma sappiamo che praticare e vivere il tango nel segno della genuinità e accoglienza è parte integrante delle motivazioni della sua nomina a Patrimonio intangibile dell’Umanità.”

La serata a porte chiuse, condotta alla presenza di un centinaio di autorevoli personaggi tra istituzioni, maestri, artisti, creativi, operatori e imprenditori tra cui Silvano Tarable, Ermanno Eandi – poeta e direttore della testata T’informaNews – la LCMM Libera Compagnia Musicale Migrante, il Trio musicale Tango Bordello, la cantante Sonia Farrell, il dirigente del Comune di Carmagnola Lorenzo Sola, gli scrittori Paolo Beraldi e Maria Elena Boglio, i modelli moda Fashion Service di Mariaconcetta Spinelli, gli splendori artigiani di DoMiDò di Dominique Peinetti, i dipinti di Claudio Cullino, i bandoneon restaurati da Luca Barrotta e i fotografi  Potito Amarena, Sergio Giunipero ed Ermanno Crotto,  si è rivelata una vera e propria festa, che ha coinvolto gli astanti in una variopinta rassegna dei propri talenti.

Durante il dibattito svoltosi significativamente nella location che ha visto nascere l’allora Caffè Procope e ex Teatro Juvarra (oggi Musichall), alla presenza del consigliere di Fondazione CRT Giampiero Leo, il pianista Marco Fringuellino e il professore di arti sceniche del Conservatorio di Torino, il musicista Miguel Angel Acosta,  Paolo Ciaffi Ricagno (che sta ultimando la preparazione con i suoi allievi dell’Operita piazzolliana Maria di Buenos Aires, di cui vi parleremo più avanti)  si è evidenziata, tra le tante, la qualità specifica del tango di saper diventare filo di connessione ed educazione sociale tra ambiente, paesaggio e fare creativo dell’uomo, particolarmente nel contesto di vita urbano, proprio attraverso la pratica del tango callejero.

Quest’ultimo, portato avanti nei decenni tra strade e piazze grazie a realtà come Etnotango LCMM e prima ancora da scuole come L’Illustrascarpe di Concetta Violante e Aldo Pinto, è un potente generatore di nuovi comportamenti sociali, ovvero è capace di far rileggere alla gente i tratti identitari di un luogo quali teatri di nuove partiture del coabitare civile.  

Per concludere: in un mondo complesso come quello di oggi c’è un forte bisogno di coltivare i significati che il tango da sempre tramanda, e che sanno dare completezza formativa alla persona e alle comunità. “Gli oltre 360.000 piemontesi emigrati in Argentina – conclude stanca ma soddisfatta l’anchor woman della serata – così come più ampiamente i 16 milioni di Italiani che hanno raggiunto con ogni mezzo e attraverso mille sacrifici il Rio de la Plata, vanno riletti come veri e propri ambasciatori di una fetta consistente delle radici del tango”.

E’ infatti grazie ai vari fenomeni di transumanza che si è sviluppato l’humus per la perfetta fusione tra diverse culture e tradizioni musicali, orali e di costume. “ll tango personifica ed incoraggia la diversità culturale ed il dialogo. Quindi il lavoro di sperimentazione di linguaggi artistici intorno ad esso – e per suo tramite l’avvicinamento al folklore argentino stesso (vedasi la Chacarera o la Zamba) – conferma che è necessario proseguire nel grande obiettivo posto dall’Agenda internazionale e che è in capo a ogni singolo abitante del Pianeta: costruire, attraverso la diffusione del Tango, una comunità internazionale in chiave di rispetto dei diritti umani.” E Casa De Tango by Enotango non vede l’ora di cominciare a farlo! Ma ora cerca anche partner tecnici e sostenitori economici per avviare la parte hardware del progetto. Per contatti, scrivere a: etnotango@libero.it

Ecco il video della serata










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Fotografie di Andrea Caliendo, Sergio Giunipero e Ippolito Ostellino








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Fotografie di Andrea Caliendo, Sergio Giunipero e Ippolito Ostellino










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Fotografie di Andrea Caliendo, Sergio Giunipero e Ippolito Ostellino










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Fotografie di Andrea Caliendo, Sergio Giunipero e Ippolito Ostellino










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