Di Lorenzo Ciravegna

Si è svolta a Moncalieri (To) presso la sede del 1º Reggimento C.C. “Piemonte” la  conferenza regionale sulla “Cooperazione internazionale di Polizia” alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli.

La cooperazione internazionale di polizia rappresenta un asse portante delle strategie del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nell’evidenza che in una società globale e liquida anche la minaccia criminale non conosce confini.

Stiamo vivendo un momento assolutamente unico nella storia dell’umanità, segnato dal passaggio dell’era analogica a quella digitale che ha accelerato tutti i processi, compresi quelli criminali che hanno assunto carattere sempre più transnazionale.

La cooperazione si sviluppa, secondo linee strategiche dettate dall’evoluzione e dalle proiezioni del crimine oltre che dalla trasformazione politica dei continenti, oggi la costante collaborazione tra gli Stati è ancor più indispensabile ed indifferibile con una minaccia divenuta globale, soprattutto sul fronte del terrorismo, dello sfruttamento dei fenomeni migratori, della criminalità organizzata.

L’Interpol viene costituita nel 1923 ed è la più grande Organizzazione internazionale di polizia, riunisce oggi 194 Paesi membri, il suo ruolo principale è quello di agevolare la cooperazione transfrontaliera di polizia nonché fornire assistenza e prevenzione, contrastando la criminalità internazionale.

Europol è l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto, al fine di sostenere la cooperazione tra autorità competenti degli Stati membri; collabora inoltre con Paesi terzi e con Organizzazioni Internazionali, con un Organico di 1.000 persone,220 ufficiali di collegamento circa 100 analisti criminali,  fornisce sostegno a più di 40.000 indagini internazionali ogni anno.

Il Capo della polizia, Prefetto Franco Gabrielli, dichiara  “Di svolgere un grande sforzo; quello che si sta facendo, realizzando  questi incontri itineranti è fondamentale per mettere a conoscenza gli operatori di polizia ma anche Prefetti e Magistrati dell’enorme potenzialità che oggi ci è offerta sul versante dei rapporti multilaterali, essendoci un esigenza di veicolare una conoscenza, un opportunità in termini di strumento investigativo. Viviamo un tempo in cui la condivisione delle informazioni è la base sulla quale si costituisce un efficace contrasto e un efficace prevenzione;  la condivisione di informazioni può essere un ulteriore elemento di aiuto al fine di evitare tristi episodi, come quello avvenuto a Trieste“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *