Parallesimi tra letteratura e cinema in occasione del Salone del Libro

Di Ugo Cavallo

A breve avrà inizio il Salone del libro, precisamente dal 9 al 13 Maggio nei padiglioni di Lingotto Fiere, gestito da due ottimo manager: Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino; Silvio Viale, presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro, i rappresentanti della Regione Piemonte e della Città di Torino.

 Ad arricchire  questa 32esma edizione del salone del libro c’è il tema “Il gioco del mondo” per celebrare l’unione europea e la lingua ospite, lo spagnolo. “Il gioco del mondo” è il romanzo di Julio Cortázar (1914-1984), scrittore e poeta argentino naturalizzato francese le cui opere sono spesso permeate da flussi di coscienza e trame non lineari. “Il gioco del mondo “ (Rayuela) offre diversi metodi di lettura, quella tradizionale; leggerlo partendo da un determinato capitolo,scegliere liberamente il capitolo da cui incominciare la lettura dell’opera. È lo stesso autore, all’inizio del romanzo a fornire al lettore una tavola d’orientamento con cui muoversi in questo tessuto narrativo per questo stesso motivo Cortàzar è stato più volte accostato a Joyce per il suo Ulysses. Che cos’è  la rayuela? Conosciuto in Italia come gioco della “campana” o della “settimana” (Senza contare le possibili variazioni a livello regionale) è un gioco conosciuto dai bambini in qualsiasi parte del mondo, dall’India all’antica Roma e che Cortàzar ha tramutato in romanzo con una trama semplice ma universale: indagare gli universi psicologici di ogni personaggi e delle relazioni che esso ha con l’amore, la vita, la morte e l’arte. Lo stesso Cortàzar è stato adattato al cinema con un film che ha segnato la sua epoca: Blow-up, regia di Michelangelo Antonioni.

Lo stesso esperimento di trasferire al cinema delle opere dalle trame narrative complesse è stato tentato al cinema diverse volte, a partire da Cloud Atlas (Fratelli Wachowsky e Tom Tykwer) ottenendo però un film lungo e noioso seppur annoverasse nel cast celebrità di calibro come Tom Hanks (Forrest Gump), Hugh Grant (Notting Hill), Hugo Weaving (Priscilla, regina del deserto)e Halle Berry (X-men). Discorso totalmente diverso invece per l’adattamento diretto da Joseph Strick per L’Ulysses (Presentato a Cannes nel 1967)  o per The Dead (1987), diretto da John Huston che ha costruito l’intero film utilizzando grandi nomi del teatro irlandese. Non si può non menzionare Tree of life (2011) di Terrence Malick, forte delle sue immagini suggestive a dalla forte componente narrativa che trascende la dimensione dello schermo per trasportare gli spettatori al di là di un semplice schermo di un film tutt’altro che facile in cui passato, presente e futuro coesistono. Negli ultimi tempi, anche il cinema si è messo a parlare spagnolo, non dimentichiamo che gli ultimi a fare incetta di oscar sono stati registi messicani: Iñárritu,  Cuarón, Guillermo del Toro, definiti da Anne Thompson, Hollywood Reporter, come i tre amigos del cinema. Anche la letteratura italiana ha parlato spagnolo, Calvino ha due anni quando i suoi genitori si trasferiscono a Sanremo da Cuba nel 1925. Alla fine del secolo Calvino sarà considerato uno dei più importanti narratori Italiani del Novecento. Spesso anche sceneggiatore e soggettista per il cinema vanta, tra le sue collaborazioni, una con Fellini.

La 32esima edizione del salone del libro celebra non uno ma due centenari importanti, quello dalla nascita di Salinger (1919 – 2010), autore de Il Giovane Holden su cui è stato anche realizzato un film biografico Rebel in the rye diretto da Danny Strong (Sceneggiatore di The butler: un maggiordomo alla Casa Bianca, regia di Lee Daniels) con Nicholas Hoult, Kevin Spacey, Sarah Paulson e Victor Garber con la fotografia di Kramer Morgenthau (Creed II, Terminator: Genisys e di qualche episodio di Il trono di spade). Rebel in the rye è presentato al Sundance festival nel 2017 ma il film non esce nelle sale italiane, viene direttamente distribuito in Home Video.

Altro centenario è quello della nascita di Primo Levi (1919 -1987) voce indimenticabile del Novecento e del primo dopoguerra con il suo Se questo è un uomo senza togliere nulla ad altri capolavori nati dalla sua penna: I sommersi e i salvati, La tregua e Il sistema periodico. Anche il cinema ha reso omaggio a Levi grazie a Davide Ferrario che in La strada di Levi ripercorre l’itinerario compiuto da Levi e descritta in La tregua e narrata dalla voce di Umberto Orsini.

Altro omaggio del cinema alla letteratura proviene da Il nome della rosa, romanzo di Umberto Eco e adattato a serie televisiva di produzione italo-tedesca andato in onda il 4 marzo, con la regia di Giacomo Battiato e con un cast formato da Rupert Everett, John Turturro, Damian Hardung e Fabrizio Bentivoglio.

Il rapporto tra letteratura e cinema è stato inserito anche nel programma del salone del libro con il nome “Book to screen”  in cui si possono trovare appuntamenti per scoprire tutte le prossime novità che occuperanno anche i nostri piccoli schermi.

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