Un grande regista, sceneggiatore ed attore

Di: Galgano Palaferri

Nasce a Knoxville il 27 marzo 1963, Quentin Jerome Tarantino, nello stato americano del Tennessee,sarà uno dei più grandi registi e sceneggiatori contemporanei. Il cinema di Tarantino non conosce mezze misure, o si ama o si detesta, ma è innegabile la perfezione quasi maniacale delle pellicole che Quentin Tarantino dona al grande schermo.

 Sin dal suo debutto nel 1992 ma soprattutto con l’uscita di Pulp Fiction nel 1994, Quentin Tarantino venne additato come colui che rivendica la cultura pulp, lanciando nel cinema un nuovo genere, quello che di fatto era un genere letterario, caratterizzato da sangue, efferatezza, violenza. Ma non è così: ridurre Tarantino solo a questo sarebbe un grave errore. Il cinema di Tarantino non può essere etichettato o  catalogato. I suoi film parlano da soli del resto: pur non mancando mai elementi di violenza e litri abbondanti di sangue, ci sono  omaggi al vecchio cinema, citazioni, ma soprattutto dialoghi brillanti e geniali, che lui stesso scrive. E, dunque, un Tarantino autore assolutamente immenso, non inquadrabile per eccellenza, capace di trasformarsi, innumerevoli  volte e a mutare il cinema contemporaneo in forme e contenuti sempre diversi.

Poliedrico ed istrionesco personaggio,  regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico, figlio d’arte, entra nella storia del cinema con film come Le Iene, Pulp Fiction e Kill Bill.  Nella sua intensa  carriera, ha vinto, una Palma d’oro a Cannes e due Oscar (entrambi per le sceneggiature).

Le origini partenopee.

La mamma è un’ex infermiera nata negli Usa ma con origini irlandesi ed inglesi; nelle vene del padre,  Tony Tarantino, invece, scorre sangue italiano: infatti è originario  di Napoli, e fa l’attore. Tarantino ha trascorre la sua giovinezza in California, dapprima a Torrance, per poi trasferirsi nella celeberrima a Los Angeles. Dove si innamora del cinema. A 14 anni il suo primo lavoro,  Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit di cui scrive la sceneggiatura. Abbandona presto la scuola, per andare a lavorare in un cinema che proiettava solo film porno, come maschera e inizia a prendere lezioni di recitazione. Giovinetto passerà il suo tempo  a svolgere lavori precari e saltuari, in un negozio dove si affittano film a noleggio, lavori che saranno  l’anticamera per  la sua futura carriera di  star ad Hollywoodiana, sogno proibito di tutti gli attori in erba. E proprio lavorando in questo videonoleggio di Manhattan Beach, negli anni ’80, tra il noleggio di un un film e l’altro, Quentin conosce e si innamora di generi cinematografici spesso considerati “minori” (che poi omaggerà continuamente nelle sue opere). Sempre in California, negli anni immediatamente seguenti,  avrà modo di arrivare ad avere una conoscenza quasi enciclopedica del cinema, diventato  ormai per lui una vera e propria passione,  e avrà modo di  incontrare numerosi  suoi futuri colleghi

Gli esordi da sceneggiatore

Per Tarantino la prima volta dietro una macchina da presa risale a quando ancora lavora nella videoteca. È il 1986 e Quentin mette in scena un film che, nelle sue intenzioni, si sarebbe dovuto intitolare My Best Friend’s Birthday. A recitare e a finanziare la pellicola, sono gli altri dipendenti della videoteca. Il film non è mai stato completato. Ma l’anno dopo, nel 1987, Tarantino comincia a farsi notare nel grande cinema vendendo la sceneggiatura di Una vita al massimo, scritta con l’amico Roger Avary, conosciuto qualche anno prima, film che verrà poi realizzato nel 1993,  diretto da  Tony Scott. Quentin inizia ad essere apprezzato per la sua capacità di scrittura, una vera dote naturale. Nel 1989 vende la sceneggiatura di Assassini nati – Natural Born Killers, film  che approderà al cinema grazie  a Oliver Stone nel 1994. Nel 1990, un’altra sua importante opera,  Dal tramonto all’alba, che avrà come regista da Robert Rodriguez nel 1995, un film dove Tarantino avrà anche una parte come attore accanto ad un giovanissimo  George Clooney.

Palma d’oro a Cannes per Pulp Fiction

Dopo l’ottimo esordio come regista con le Le Iene, Tarantino bissa il successo nel  1994 con Pulp Fiction che diventerà un vero e proprio successo planetario. Nel film troviamo stars di grandezza assoluta,  come John Travolta, Samuel L. Jackson, Bruce Willis, Tim Rothe, soprattutto, Uma Thurman, che per anni è stata la sua musa ispiratrice. Premi senza fine:  per Pulp Fiction Tarantino si aggiudica la Palma d’oro a Cannes nel 1994, il Golden Globe e l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale l’anno dopo.

Kill Bill e il nuovo millennio

Dopo la parentesi di Jackie Brown (1997) Tarantino torna al successo nel 2003 con la prima parte di Kill Bill, il cui attesissimo sequel è arriverà nelle sale l’anno successivo. Nella pellicola, divisa in due parti per esigenze di lunghezza, la protagonista assoluta è Uma Thurman, che interpreta la killer Beatrix Kiddo in cerca di vendetta contro i suoi vecchi compagni che l’avevano ridotta in coma. E finalmente, nel 2007 il nostro, decide di cimentarsi con uno dei suoi amori giovanili,  il cinema horror: ecco  Grindhouse. Ma Tarantino non si ferma e  continua a girare film di grande successo: nel 2009 ha diretto Bastardi senza gloria con, dove troviamo altri grandi personaggi come Brad Pitt e Christoph Waltz. Qualche anno nel 2012, è la volta di Django Unchained  , con Jamie FoxxWaltz e Leonardo DiCaprio, non ancora famosissimo. Anche per questo film Tarantino vince l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale (la seconda per lui) oltre a quello come miglior attore non protagonista per Waltz,  il David di Donatello per il miglior film straniero e due Golden Globe

I giorni nostri

Nel 2015 The Hateful Eight, altro capolavoro firmato da Tarantino, con richiami western.  La pellicola ha vinto un Golden Globe e l’ Oscar per la miglior colonna sonora, composta dall’immenso ed indimenticabile Ennio Morricone.  Il più recente è C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)  del 2019 con protagonisti Leonardo Di CaprioBrad Pitt e Margot Robbie, è ambientato nella Los Angeles del 1969. Accolto favorevolmente dalla critica, nel 2020 ha vinto ben 3 Golden Globe su 5 candidature, tra cui il Golden Globe per il miglior film commedia o musicale, e 2 Premi Oscar su un totale di 10 candidature. Una vera apoteosi.

Film e passioni

Tarantino è una star davvero a tutto tondo, imprevedibile, che ama il suo lavoro, che ama il cinema, di una cultura cinematografica enciclopedica, poliedrico e iconico, al tempo stesso, un po’ come i suoi personaggi che ha creato per i suoi film: Beatrix Kiddo, Mr. Pink, Daisy Domergue, Jackie Brown e Mia Wallace, solo per fare qualche esempio: ognuno di loro è diventato a suo modo iconico e indimenticabile. Ma Tarantino è anche altro. Come le sue manie, vere e proprie passioni  mai nascoste: “Ho 40mila dvd e cinquemila dischi. In gran parte colonne sonore, che raccolgo da quando ero bambino. Sono catalogati dalla A alla Z e in categorie, come spaghetti western, polizieschi, blaxploitation, film epici, musica anni Sessanta e Settanta. Raccolgo anche scatole di cereali dai Fifties ai Seventies, da bambino non mangiavo altro”. Tarantino ha un rapporto speciale con l’Italia, come dimostra il suo amore per i film di Sergio Leone, a cui ha dichiarato di essersi sempre ispirato, e la passione per la musica di Ennio Morricone, il compositore romano che il regista non ha esitato a definire “meglio di Mozart e Beethoven”. 

Tarantino ad oggi ha scritto e diretto, e in alcuni casi anche interpretato, 8 film. In più di una circostanza ha dichiarato di volersi fermare a 10 film, dopodiché dirà addio al mondo del cinema e si ritirerà dalle scene con la consapevolezza di essere entrato nella storia del cinema. E, purtroppo, ci siamo quasi, ma anche se cesserà di dirigere pellicole sarà sempre immortale nei suoi celeberrimi film.

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