Un trionfo in streaming dell’anomala kermesse libraria

Di Luca Garzino Demo

Il Salone del Libro di Torino è stato radicalmente diverso. Per trentadue anni è sempre stato il Salone che noi tutti conosciamo: rumore, vociare negli stand di libri più o meno noti, e tante, tantissime, presentazioni, incontri e dibattiti. Tutti coloro che hanno anche solo intravisto i padiglioni di Lingotto Fiere avranno ben presente la folla che vi si riversava, le code, e la calca. Tutte cose oggi non possibili, per evidenti necessità sanitarie. Ma dunque, com’è andato questo Salone un po’ anomalo?

È stato condotto, dal 14 al 17 maggio, tutto in streaming, disponibile su molti canali, digitali e televisivi (da Facebook a Tweeter, da varie emittenti Rai al TGR).

 Il titolo della manifestazione editoriale di quest’anno, scelto mesi prima del lockdown, è Altre forme di vita: «l’obiettivo», come dicono gli organizzatori, «era di evocare il futuro prossimo. Oggi questo titolo si dimostra una piccola profezia. Stiamo davvero vivendo “altre forme di vita”, “forme di vita” che fino a qualche mese fa non potevamo immaginare». Dunque un Salone pienamente immerso nello spirito che tutti noi respiriamo: un modo di vivere, e di narrare, completamente fuori dagli schemi. Così questo Salone è diventato una manifestazione straordinaria, dedicata alle vittime del Coronavirus ed a tutti gli operatori sanitari; una narrazione che tuttavia non vuole essere commemorativa, ma si pone l’obiettivo ambizioso di provare a reagire, con la conoscenza, ai suddetti eventi. Per questo, il Salone Extra ha supportato due campagne di raccolta fondi, rispettivamente della Regione Piemonte e della città di Torino: «Sostegno emergenza coronavirus» e «Insieme possiamo farcela».

Gli ospiti sono stati numerosissimi: il Salone si è aperto giovedì 14 con la lezione del notissimo storico Barbero su «Conseguenze inattese. Su come l’umanità reagisce alle catastrofi». Poi David Quammen, autore di Spillover, testo divenuto famosissimo recentemente, ha discusso del rinnovato rapporto uomo natura con Paolo Vineis, epidemiologo. Ma così anche è intervenuto un Premio Nobel all’economia, Joseph E. Stig, il premio Pulitzer Jared Diamond, la scrittrice ed editrice Dacia Mariani, Lilli Gruber: punti di vista multiformi, vari e poliedrici, così tanto da inserire anche prospettive “dallo spazio” grazie al contributo di Samantha Cristoforetti. E tanti, tantissimi altri, come Amitav Ghosh in dialogo con i ragazzi di Fridays For Future, Walter Siti, Ezio Mauro, Paolo Rumiz, e la celebre comica Michela Giraud.

Come da tradizione, al Salone Extra di quest’anno anche moltissimi interventi musicali, con esibizioni e racconti: Jovanotti, Linus e l’esperienza radiofonica, il gruppo indie torinese Eugenio in Via di Gioia, Levante, M¥SS KETA e Vinicio Capossela.

Il tutto è culminato in una vera e propria maratona domenica 17 maggio dalle 18:00 e fino alle 23:00, condotta da Nicola Lagioia, Marco Pautasso e Claudia Durastanti. Tra gli ospiti il Direttore de La Stampa Massimo Giannini; Roberto Saviano, Alessandro Baricco e Padre Bianchi; Massimo Gramellini in dialogo con Carlo Rovelli; Zerocalcare; Paolo Giordano; Teresa Ciabatti e Silvia Avallone; Esperance Ripanti.

 Ma alla fine, com’è andata? Ragionevolmente, è lecito pensare che a tutti sia mancato quel vociare affatto sommesso, quel caos e quelle pile di libri. Però i numeri sono stati veramente impressionati: alla lezione di Barbero più di centomila persone erano collegate, sabato si sono raggiunte cifre simili, e domenica anche superate. Un’affluenza veramente straordinaria per un evento radicalmente innovativo nel suo genere: a tal punto che gli organizzatori danno per certo che il Salone consueto di novembre sarà pregno dell’esperienza di questo Salone Extra, e qualcheduno ipotizza che potrà essere comunque online. In ogni caso, l’esperienza dietro lo schermo è stata, numericamente, un successo. Tuttavia è lecito chiedersi: quanto si è perso, in streaming, tutto quell’insieme di percezioni qualitative che contraddistinguono il Salone? È impossibile rispondersi: certo è che, in questa circostanza, rimane un successo.

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