Brillante operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

di Lorenzo Ciravegna

Pittore e scultore, Michelangelo Pistoletto (nasce a Biella nel 1933) è considerato uno dei più importanti artisti italiani viventi. Inoltre è uno dei maggiori interpreti dell’arte povera, ovvero un movimento artistico che è nato in Italia nella seconda metà degli anni Sessanta, grazie allo storico dell’arte Germano Celant che, con un suo articolo su “Flash Art” lanciò tredici promettenti artisti accomunati da un linguaggio comune: l’uso di materiali “poveri” come terra, legno, ferro, stracci, plastica e scarti industriali per la realizzazione delle loro opere.

Michelangelo Pistoletto da molti è considerato “quello degli specchi”, per l’utilizzo delle superfici riflettenti (soprattutto lastre di acciaio inox lucidate) nella composizione di molte delle sue opere, peccato che non tutti si specchiano in modo corretto ovvero  un gallerista pescarese, Cesare Manzo è stato riconosciuto colpevole e condannato alla pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione, dalla Procura della Repubblica del tribunale di Pescara per aver contraffatto le opere, del maestro Pistoletto.

L’attività investigativa è iniziata nel 2014 a seguito di una denuncia presentata dallo stesso maestro Pistoletto al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Torino, nella quale il famoso artista biellese segnalava la presenza sul mercato di numerose opere, evidentemente false, che riproducevano grossolanamente i suoi “Frattali“.

La sua denuncia ha portato ad un intensa attività di controllo del mercato, consentendo di accertare a fronte di una produzione autentica di 166 frattali grafici e 9 numerici la circolazione in commercio di oltre 500 opere.

Particolarmente articolata e convincente era la tecnica utilizzata dal responsabile, condannato in primo grado dal Tribunale di Pescara, il quale corredava le opere false con apocrife dichiarazioni di autenticità.

Proprio questa falsa certificazione, ricorrente in tutte le opere, ha consentito agli inquirenti di individuare la fraudolenta attività del  gallerista Pescarese, e a permettere ai Carabineri di individuare e sequestrare 115 opere contraffatte della serie “Frattali” e .i timbri utilizzati per le false dichiarazioni di autenticità.

Il maestro Pistoletto, sbigottito ha affermato dispiaciuto: ” Non mi era mai capitato un fatto del genere

Chiunque, rivolgendosi ai Nuclei TPC competenti per territorio può richiedere un controllo della propria opera, il maestro Pistoletto si è costituito parte civile per il danno morale e d’immagine, è stato riconosciuto il diritto all’integrale risarcimento, ma l’enorme produzione di opere false oltre ad aver nociuto al valore economico di acquisto, ha ingenerato un enorme danno di credibilità al mercato lecito.

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