“Non aspettare il momento giusto per fare le cose, l’unico momento giusto è adesso”

Di Vittoria Adamo

Il 30 Politico nasce come pagina per i ragazzi universitari, presente su Instagram, vanta più di migliaia di Follower e nasce per non farsi mangiare dalle ansie dell’università, ma anche della stessa vita lavorativa.

E’ tutta una situazione consequenziale che è nata da sola. 

Il creatore di questa fantastica realtà è Stefano Marando, il quale attraverso la pagina, crea un’utopia distopica, un modo per incentivare i ragazzi ogni giorno, incoraggiandoli con meme e post.-Stefano sorride – Cerco di non pensarci troppo al successo ottenuto dal 30 Politico, perché secondo me, le situazioni escono meglio , senza pensare ad un seguito , ma come se fosse una cosa tra amici, 70 mila amici , ma tutti amici.

Un messaggio diretto ai ragazzi d’oggi che non hanno bisogno di nascondersi, ma che si fanno sentire, mettendoci la faccia.

Non contento di gestire mirabilmente la sua pagina su Instagram, il nostro Stefano è un cantante, infatti il 17 Maggio, esce il singolo “Amore fuori corso” prodotto dal 30 Politico trasformando la realtà virtuale in una vera emozione musicale.

Stefano , ti senti in questo momento un cantante?

Io ci metto la faccia, i testi  e la bella voce. “Amore fuori corso” è una storia che è nata quasi due anni fa. Ha contato molto ciò’ che scrivevano i miei seguaci sulla pagina di 30 Politico e poi ho incontrato Stefano Zarino che è il Producer e il fonico, che ha rifatto da zero la base della musica ed è nata questa idea:  di cercare e di veicolare questa canzone ad un pubblico che già esiste che è quello della pagina di 30 Politico.

La canzone  racconta come ritagliarsi dei piccoli momenti di felicità, mentre si passa la vita a studiare per rincorrere appunto un obbiettivo:  raggiungere quel 30, il voto massimo che per noi è il 30 Politico. Questa canzone esiste, perché esiste un pubblico: i nostri fans!

La pagina dei 30 Politico da chi è seguita?

La pagina è seguita da giovani studenti e non, scrivono persone che hanno finito il liceo o da universitari che seguono la pagina e sono attratti dai contenuti  sia che siano ironici o più motivazionali. Sono ragazzi di tutta Italia dai 18 ai 30 anni che ci seguono e stanno su internet e aspettano quotidianamente i contenuti.

Che consiglio daresti chi si avvicina per la prima volta alla musica?

Alzate il volume! -Stefano ride- Fare musica è difficile, perché dipende che obbiettivo vuoi raggiungere , se parlare di te o far parlare di te , se vuoi far avvicinare la tua musica ad un pubblico e quando coinvolgere le persone con temi sociali oppure fregartene e cantare per te.

Il consiglio che dò, è prenderla alla leggera e di provare a fare quello che si ha voglia di fare, senza pensare ad un guadagno, è un salto nel vuoto, ma bisogna provare a saltare anche con il rischio di cadere , tanto poi ci rialza sempre.

Se la musica fosse un colore, quale sarebbe?

La musica non è un colore, l a musica è una sfumatura di colori, le cose che sono qualcosa di preciso , per me sono vuote, la musica è qualcosa che va ad evolversi. 

Nel video-clip “ Amore fuori corso “ ci sono attori sconosciuti e attori conosciuti come il personaggio di Milo Cotogno del programma della Rai della Melevisione, come mai questa scelta?

La storia del video è stato girata da Michael Bertuol Mingrone, io ho scritto la sceneggiatura, con il regista abbiamo pensato di utilizzare un meme di un personaggio che ricordasse l’infanzia di ognuno di noi che è Lorenzo Branchetti in arte Milo Cotogno celeberrimo volto di Melevisione della RAI

Lorenzo, come vi siete conosciuti con Stefano Marando?

Stefano con la sua pagina 30 politico pubblica ogni settimana svariati post su Instagram dedicati al mondo dell’Università. Io non conoscevo la sua pagina, ma un giorno lui pubblicò un post con una mia immagine (nelle vesti del folletto Milo Cotogno della Melevisione) e diversi universitari mi girarono quel post… così ne venni a conoscenza. Io ripubblicai il suo post ringraziandolo e da lì, dopo un paio di messaggi in privato, abbiamo deciso di prenderci un caffè sotto la Mole. Ed è così che è nata un’amicizia.

È più difficile fare l’attore di teatro o di cinema? 

È difficile fare il mestiere dell’attore. Non guardate mai l’apparenza o non vi immaginate che fare l’attore sia starsene in tv seduto su una poltrona a parlare. No, fare l’attore è tutt’altro. È una continua ricerca, mettersi in gioco senza paletti e senza vergogne, un attore “non deve sembrare”, un attore deve “essere”. È una sottile differenza. Ci deve essere sempre verità dietro ogni maschera indossata, dietro ogni personaggio interpretato e per arrivare a quello è fondamentale avere la capacità di svuotare la mente e sbrogliare ogni nodo per essere liberi di immagazzinare nuove informazioni e trovare la giusta chiave per raccontarle.

Com’è nata la sua carriera d’artista? 

Il sogno di fare l’attore ha cominciato a farsi presente nella mia vita fin da piccolino, quando a scuola facevo le imitazioni ai maestri e ai compagni di classe. Finite le scuole superiori, il destino ha voluto che proprio nella mia città (Prato) aprisse nel 2000 una importante scuola di Musical diretta da Simona Marchini; io fui selezionato. Là fui subito notato dal mio insegnante di recitazione che dopo neanche un anno mi inserì nel mio primo lavoro da attore professionista, uno splendido spettacolo per ragazzi in una compagnia teatrale di Roma. Da lì gavetta, gavetta e pian pianino, mattoncino su mattoncino, ho costruito la mia storia…

Come intitolerebbe il film della sua vita?

Beh, visto che la mia storia è nata e proseguita verso il mondo dei più giovani, bambini, adolescenti e ragazzi, direi: “Una vita da favola”!

Il videoclip della canzone

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