Cerimonia del premio nella Giornata Internazionale della Pace delle Nazioni Unite

A cura di Ermanno Eandi

Foto di Andrea Amato

Sbocciano fiori e steli di pace a Marengo, celeberrimo luogo dove i campi profumarono di battaglia e si colorarono di rosso sangue.

Il  21 settembre 2019 a Marengo con il presidente della Commissione Unione Giornalisti e Comunicatori EuropeiDr. Ezio Ercole si è aperta la seconda edizione di un premio dedicato a quegli intellettuali che contribuiscono al dialogo e ad una cultura di Pace.

Lo ha sottolineato bene il prof. Pietro Dallera, Vice Presidente dei Francesisti, che ha raccontato di come alcune ex navi da guerra siano impegnate nella distribuzione di libri dal Mediterraneo allOceano Indiano.

 “Elargitrice di pace era anche la Beata Maria Cristina di Savoia” ha detto la presidente dei Convegni di Cultura, Cristina Antoni, che ha sottolineato come la Reginetta Buona, scacciata da Napoleone, sia stata una grande benefattrice.

Immancabile alla premiazione i saluti della Provincia di Alessandria affidati al Delegato del Presidente Baldi, Matteo Gualco che, come responsabile del Turismo, è impegnato nel percorso di riposizionamento del sito storico di Marengo insieme al collega Maurizio Sciaudone.

Importanti e prestigiosi i premiati: in primis la giornalista Annachiara Sacchi premiata per i suoi servizi sull’ambiente, per evitare crescenti aggressioni da contrastare con processi educativi, suggeriti dagli scienziati nella direzione degli umanisti, per invertire quindi la rotta ed instillare un ragionevole ottimismo.

 Per gli umanisti coinvolti è stata data la parola, o meglio la recitazione in versi, al poeta Lorenzo Vespoli, premiato anchegli, con momenti toccanti sulla pace e clima suggestivo per le esecuzioni musicali di Giacomo Lucato e Nicola Coppola.

Pace (dicono), pace tra nazioni, tra vicini, tra generi diversi, pace tra uomini appartenenti a confini tracciati col righello è l’incipit della poesia inedita di Vespoli, ma questa pace deve oggi essere desiderata e ricercata facendo lo slalom tra tecniche espressive ed aggressive già disegnate decine di anni fa, come ben documentato dalla tesi di laurea della giovane Jessica Leo, premiata. “ Si impara la storia, si studia il nazismo, ma si ignora il pensiero che ha formato teorie distruttive, che poi legittimano apparati violenti” ha detto Leo, richiamando i presenti al fatto che cambiano le epoche, ma certe dinamiche sono sempre applicabili.

 Ed è proprio per evitare proponimenti guerrieri, che l’impegno della Unione Giornalisti e Comunicatori Europei, presieduta da Antonio Rotondo, intende portare avanti un premio che, animato da Efrem Bovo, coinvolga sempre più istituzioni e nazioni.

Infine un momento conviviale con un brindisi curato da Marengo Gourmand e vini offerti dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. 

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