Tempi interessanti 2

Di Luca Garzino Demo

E venne Renzi, che creò lo scudo penale per l’Ilva: egli disse che era cosa buona e giusta (anche perché tanto l’inquinamento ambientale non sarebbe mai arrivato fino a Roma). E poi venne Calenda, che iniziò la cessione ai privati: egli disse che era cosa buona e giusta (sempre con lo scudo penale per i dirigenti, ma senza scudo ambientale per i tarantini). E così venne ArcelorMittal, che credeva di fare un investimento buono e giusto, sottovalutando però il cambio di maggioranza: venne nell’emiciclo, in maggioranza, il Movimento 5 stelle, che, pensando di fare una cosa buona e giusta, avrebbe tanto desiderato chiuderla; ma la poltrona era così comoda da far cambiare idea, incolpando il sempreverde governo precedente. Però poi i grillini, dopo soli sei mesi dall’acquisto, tolgono lo scudo (sempre e solo quello penale), e dicono che questa volta è cosa buona e giusta. Così il gruppo ArcelorMittal decide di andarsene, vista la danza incerta del governo italiano.

Ma la tarantella peggiore la devono ballare, ancora una volta, i dipendenti, mentre amministratori e politici decidono del loro futuro: la strada per l’inferno sembra lastricata di cose buone e giuste. 

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