Di @Storient

C’è chi ride, chi commenta con entusiasmo e chi resta inebriato davanti allo schermo ricco di nomi dei titoli di coda, con gli occhi illuminati come quelli di chi cerca di cogliere delle informazioni in più con cui magari tornare a casa e dare inizio, con gli amici, a teorie e suggestioni su possibili sviluppi futuri. Siamo in sala, ci scambiamo sguardi incuriositi, è appena finito Spiderman: far from home, l’ultima avventura esplosiva di Spiderman (Tom Holland) dell’universo Marvel a concludere la saga Marvel Cinematic Universe e siamo già tutti curiosi e ansiosi di sapere se ci sarà un seguito oppure no.

Sintomo di un film ben riuscito. John Watts dirige la regia dell’ultimo titolo con la sceneggiatura di Chris Mckenna ed Erik Sommers (Spiderman: homecoming, Jumanji: benvenuti nella giungla) e la fotografia di Matthew J. Lloyd ormai un esperto del genere dei supereroi data la sua passata esperienza con le riprese di Power Rangers (2017), Thor Ragnarok (2017) e Captain Marvel (2017).

La trama

Sono passati alcuni mesi dopo la lotta degli Avengers con Thanos (dovrei aprire una breve parentesi e spiegare la scomparsa di alcuni eroi in seguito allo schiocco, ma lascio questo piacere ai curiosi che vorranno recuperare queste informazioni gustandosi i titoli precedenti della saga). In barba agli Avengers caduti, Parker decide di lasciarsi alle spalle il trauma della battaglia e godersi la gita scolastica in Europa con il suo migliore amico, la classe e la tipica ragazza strana ma che attira tutte le fantasie ormonali di Parker, M.J (Zendaya).

Per il povero Parker però non esiste vacanza che tenga. Nick Fury (Samuel L. Jackson) ha bisogno di reclutarlo per sconfiggere delle misteriose e pericolose creature degli elementi (acqua, aria, terra e fuoco) che minacciano di radere al suolo il pianeta. In questa missione deve collaborare con Quentin Beck (Jake Gyllenhaal) soprannominato Mysterio, un eroe proveniente da un universo alternativo (universo in cui la terra è stata distrutta dalle creature degli elementi, appunto).

Riuscirà Parker a essere responsabile e a tenere fede al suo dovere di Avenger?

Nel film primeggia una forte componente adolescenziale con gag a un ritmo serrato che divertono il pubblico. Si va dalle battute tra i migliori amici, le rivalità, le dinamiche di gruppo e la goffaggine di Parker nei confronti della sua prima cotta, M.J. Manca un po’ la componente romantica che sarebbe bello vedere in una classica storia d’amore, c’è ancora qualcosa di acerbo nelle dinamiche tra Parker e M.J. Concediamolo, sono ancora ragazzi!

Unica nota dolente da sottolineare è la seconda metà del film in cui si perde un po’ la cinesi, il movimento dell’azione e si concede troppo spazio al logos, la parola.

Tra le sorprese più belle del film è trovare l’Italia in un film dal profondo respiro internazionale come questo. Alludo a Venezia, la prima meta della gita scolastica di Peter Parker e dei suoi amici. Venezia si mostra un set favoloso in cui vedere scene epiche di combattimento tra Mysterio, Parker e l’uomo d’acqua in cui vedere il Ponte di Rialto e Piazza San Marco, totalmente rasi al suolo.

Tranquilli è solo un film, se andrete a Venezia, troverete ancora questi patrimoni artistici esattamente al loro posto, in attesa di essere riscoperti e tutelati. Lo zampino italiano (e forse anche quello che conferisce un sapore nostrano alla pellicola) non si limita solo alla location di Venezia (uno dei combattimenti più epici che abbia mai visto) ma anche alle scelte musicali, se dietro alla colonna sonora c’è Michael Giacchino (compositore americano di origini italiane), tra le scelte dei brani si trova anche un brano di Umberto Tozzi. Insieme a un altro brano iconico riguardo all’immaginario italiano, parlo di “Bongo cha cha cha” di Caterina Valente. Sì!

C’è più gusto a vivere in Italia, soprattutto se le location vengono rase al suolo da un film  di supereroi.

Prossimamente sarà anche il turno di King’s man, già, perché tra le location usate per le riprese rientrano anche alcune residenze sabaude. Me lo chiedo spesso, se c’è un futuro per il cinema nel nostro paese e grazie a questi piccoli raggi di luce, mi viene proprio da pensare di sì.

W il cinema, e W Spider-man!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *