di Andrea bergamasco

“Ho visto il futuro del rock n’roll e il suo nome è Bruce Springsteen”. Così scriveva nel 1974 John Landau, attuale produttore discografico di Springsteen e che all’epoca lavorava come giornalista per la nota rivista americana “ROLLING STONE”. Non sapeva che quell’articolo che scrisse, da lì a breve avrebbe cambiato la sua vita e quella di Bruce, ma anche che avrebbe aperto al rock n’roll un nuovo incredibile scenario.

Bruce Frederick Joseph Springsteen, nacque il 23 settembre 1949 a Long Branch, una piccola cittadina del New Jersey, figlio di immigrati: padre irlandese e madre di origini italiane proveniente da una famiglia napoletana emigrata negli Stati uniti alla fine dell’800.

Il giovane Springsteen fu segnato dalla musica sin dal 1956, quando per la prima volta vide in tv Elvis Presley ospite all’ ED SULLIVAN SHOW. Fu una folgorazione per lui e capì subito che la musica sarebbe stata la sua ragione di vita.

 La svolta arrivò nel 1969 , quando si trasferì ad ASBURY PARK, dove fece amicizia con personaggi che in seguito sarebbero stati parte della sua carriera, ovvero i membri della E-STREET BAND nata ufficialmente poi nel 1974.

Con all’attivo 19 album in studio, 6 dischi live, 8 raccolte, un Oscar vinto nel 1994, 20 GRAMMY AWARD ed entrato nella ROCK N’ROLL HALL OF FAME nel 1999, Springsteen è da sempre la voce dell’America. Un’America frustrata, sofferente, arrabbiata e sempre con la voglia di fuga in cerca della “Terra Promessa” fatta di sogni e di speranze che ancora non si sono concretizzati. I suoi testi non sono mai banali e scontati. Vanno dritti al cuore della gente e raccontano fatti veri di vita vissuta, come nel caso di “BORN IN THE USA”, brano dell’ album omonimo del 1985. Vi si tratta il tema del difficile ritorno a casa di un reduce del Vietnam.

L’allora Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan volle invitarlo alla Casa bianca per conferirgli un’onorificenza, ma Springsteen declinò l’invito perché il presidente non aveva capito il significato reale del testo della canzone. La sua è una vicinanza molto forte verso la gente, che più volte ha espresso. In un album come “THE RISING” del 2002 in due brani: “The Rising” e “My city of ruins” esorta la gente e il mondo intero a rialzarsi tutti insieme dopo i drammatici attentati dell’11 settembre 2001. E’ soprannominato dai fans di tutto il mondo “THE BOSS” per la grinta e la carica che sprigiona ogni volta che sale sul palcoscenico.

La prima volta dal vivo in Italia avvenne allo Stadio San Siro di Milano nel 1985 nell’ ambito del “BORN IN THE USA TOUR” e l’ ultima nel 2016 presso il Circo Massimo a Roma. La fama del Boss passa proprio dai suoi live. Negli anni 80 un suo concerto poteva raggiungere addirittura le quattro ore di show. Ora alla veneranda età di 70 anni compiuti, si prepara a un nuovo tour che forse dovrebbe toccare anche l’Italia. Un consiglio: chi non ha ancora visto un live del Boss non sa cosa si perde .

Buon compleanno dunque a uno degli ultimi grandi della storia del Rock.

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