La favola nera del  Diabolico Barbiere di Fleet Street

Di Vittoria Adamo

foto Domenico Polito

Sono da sempre un’ammiratrice di Claudio Insegno Attore e regista, conosciuto nel mondo dello spettacolo come il grande regista di importanti successi nell’ambito musical come Jersey Boys“,”Hairspray” con Giampiero Ingrassia, “La Febbre del sabato Sera” “Spamalot” che vede come protagonista Elio, e “La Famiglia Addams”, da sempre amo il suo

modo favoleggiato di raccontare storie intrise di verità nascoste.

Attendevo con ansia l’uscita di Sweeney Todd…tant’è che avevo già visto il film, con l’ottimo Jhonny Depp,  ma vederne il musical è stato a dir poco stupendo; ciò ha fatto sì che mi sono ritrovata a sedermi sulla poltrona del Teatro Colosseo, con una certa consapevolezza, data dai vari trailer visti, dalla sua storia e dalle varie recensioni uscite.

E nonostante tutto questo, la genialità  di Insegno, l’ambientazione a dir poco perfetta, una scenografia davvero degna da Oscar, costumi a dir poco reali, un cast totalmente azzeccato e una orchestra dal vivo coinvolgente, mi hanno stupita e smentita.

La Londra tenebrosa e vittoriana è il riflesso architettonico del protagonista, è una città deliberatamente artificiale, ricostruita in teatro. Sweeney Todd, disadattato che produce caos   e violenza, sparge sangue senza risparmio nella bottega di Fleet Street. In Sweeney Todd c’è tutto: c’è la fatale attrazione verso quanto di più oscuro, malato e innominabile rende il mondo più affascinante di una fiaba.

C’è la cartoonizzazione della messa in scena, la stilizzazione espressionistica e la deformazione grottesca, c’è lo stupore e l’insensatezza, il terrore e il cattivo odore della civiltà.

 C’è la maschera di Lorenzo Tognocchi,che invece di azzerare la performance dell’attore “messo in musica”, libera il suo talento interpretativo: famelico, pericoloso e selvaggio. Un attore totale che non lascia mai nulla inespresso, anche se doloroso, anche se incolmabile Così tutte le mie consapevolezze, con le quali ero partita, si sono sciolte come neve al sole; la trama rivisitata che mi ha tenuta incollata alla 
poltrona fino alla fine, come dicevo, un’interpretazione di Lorenzo Tognocchi èil protagonista Sweeney Todd, mentre Francesca Taverni è Mrs Lovett ancora migliore di quella positiva che già mi aspettavo, le musiche che mi sono ritrovata inconsciamente a canticchiare una volta uscita dal teatro ….insomma, un musical che ti entra dentro e ti resta in testa.

Rimango stupita leggendo in alcune opinioni, che questo
musical si scosta dal genio di Insegno, si scosta dai suoi precedenti capolavori e tantomeno in paragone, con gli altri musical di questo maestro della regia.

Io l’ho trovato un musical TOTALMENTE creativo, con tutto il suo estro artistico all’interno e scelte stilistiche che soltanto lui è in grado di fare e soprattutto di azzeccare. Un musical con il richiamo all’oscuro, al macabro, al grottesco, al gotico, in cui il mondo intriso di questi aggettivi, è racchiuso in una favola.

Un musical da brividi, intelligente, che nonostante abbia una trama piuttosto diversa da quella del libro o film di partenza, ne richiama tutti i valori intrinsechi: come la società corrotta, persa, violenta, egoista e satura di omertà; popolata da uomini malati, corrotti, folli, ricchi che abusano del loro potere; la superiorità ed inferiorità sociale data dal vile denaro; tutti
valori coglibili con un’attenta visione.

Sweeney Todd – Il Diabolico Barbiere di Fleet Street sipone lʼobiettivo di coinvolgere in maniera mirata verso il pubblico inuna cavalcata di emozioni.

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