Oggi è il compleanno dell’indimenticabile  attore

Di Ermanno Eandi

Chi non si ricorda dello squattrinato “Conte Mascetti” insieme a tre folli personaggi che fanno “bischerate” come  tirar schiaffi a chi saluta i parenti  dal finestrino del treno  nell’intramontabile saga di”Amici miei”,  gli sketch comici e surreali con Raimondo Vianello nel varietà della RAI “Un due tre”, o vestito di orbace sul sidecar ne “il federale” e infine il civettuolo e raffinato protagonista de “il vizietto”?

Sì stiamo proprio parlando di lui: Ugo Tognazzi. Un uomo innamorato della vita e moltissimo delle donne con tre  grandi passioni il cinema, la cucina e il Milan,

Il nostro eroe nasce nella “bassa” precisamente a Cremona il 23 marzo 1922,.a causa della professione del padre (ispettore assicurativo) ebbe un infanzia itinerante.  A 14 anni ritorna è va a lavorare al salumificio Negroni, ma il fuoco dell’arte si manifesta subito e diventa l’organizzatore di eventi artisti cidel dopo lavoro, poi nella seconda guerra mondiale intrattiene i commilitoni con spettacoli di varietà.

Nel 1951 inizia il sodalizio con Raimondo Vianello, una copia azzeccatissima  Raimondo nobile con un british humor che tende noir e Ugo che caricaturizza  il contadino poco raffinato della pianura padana, il duo  raggiunge l’apice nel 1954 con la trasmissione “Un, due e tre” un trionfo.

Dopo la parentesi comica, diventa uno dei grandi protagonisti della commedia all’italiana, la critica lo elogia e lo affianca ai grandi attori del tempo, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman,

Nella sua carriera ha interpretato circa centocinquanta film e fu regista di cinque lungometraggi. Muore a Roma

La cucina

Viscerale fu l’amore per la cucina, scrittore di raffinate e succulente ricette, adorava il frigorifero al punto di paragonarlo ad un totem culinario, sentite come lo descrive:Nella mia casa di Velletri c’è un enorme frigorifero che sfugge alle regole della società dei consumi. Non è un “philcone”, uno spettacolare frigorifero panciuto color bianco polare. È di legno, e occupa una intera parete della grande cucina. Dalle quattro finestrelle si può spiarne l’interno, e bearsi della vista degli insaccati, dei formaggi, dei vitelli, dei quarti di manzo che pendono, maestosi, dai lucidi ganci. Questo frigorifero è la mia cappella di famiglia.” E poi aggiunge “ho la cucina nel sangue” tra le due professioni ammette: L’attore? A volte mi sembra di farlo per hobby. Mangiare no: io mangio per vivere” e infine spiegaLa mia è una cucina d’arte. La soffro come pochi. Ed è per questo che do un’importanza fondamentale anche alla scenografia che l’accompagna, all’atmosfera che la circonda, a tutto quel flusso di sensazioni piacevoli che ti provengono dalla memoria o dall’ambiente, e che investono prepotentemente il piatto che hai davanti, arricchendolo di antichi e nuovissimi significati.”

Il Milan

Da sempre cuore rossonero, fu lo zio ad avviarlo verso la sua fede calcistica:  “sono milanista fin dal battesimo, la passione me la trasmise mio zio.”  e prosegueIl Milan per me è stato prima la mamma, poi Ia fidanzata e poi la moglie. La moglie si tradisce e quindi tradimento c’è stato. Quando la Cremonese è passata in serie A non potevo non partecipare ai trionfi cittadini, ero innamorato, mi dividevo tra moglie e amante con grande imbarazzo quando giocavano fra loro”

E adesso siamo qui a narrarti e ricordarti, ridendo e meditando, di volta in volta, con i personaggi che tu hai reso celebri nell’intramontabile spettacolo della tua vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *