Da Lione a Torino in piena emergenza COVID-19

Questa è una storia vera, dell’odissea di Luca Garnero, corrispondente di T’informaNews in Francia, che è tornato a Torino in piena emergenza covid-19

Di Luca Garnero

A Lione, seconda città di Francia, è una mattina assolata  di marzo, un venerdì di un  fine settimana teso e carico di ansie e dubbi, due pulmini carichi di studenti  partono dal centro di Lione, da un parcheggio sottostante la grande Gare de Perrache , una delle più grandi stazioni della città della regione Rhone/ALpes , alla volta di Modane, con destino incerto e nebuloso.

 Il presidente Francese Macron, solo una settimana prima: giovedi 12 marzo, durante   un discorso accorato  alla nazione, annunciava la chiusura di tutte le scuole e le Università  del paese e lunedi 16  il colpo di grazia: l’avvio del protocollo di biocontenimento più grave: la fase 1 , che avrebbe determinato la chiusura delle frontiere extraeuropee, possibilità  di circolazione ridotta  al minimo anche tra città e città solo per necessità urgenti e comprovate e dunque meno corse degli autobus della flotta FLIXBUS e meno treni  TGV da e per la Francia causando disagi ai viaggiatori e soprattutto agli innumerevoli studenti in mobilità internazionali, vincitori di borse studio Europee, carichi di sogni da realizzare, che si sono visti di colpo sfumare tutto davanti ai loro occhi, col timore di perdere tutto.

Un piccolo riassunto dell’antefatto Io,  preso dal panico e dall’Incertezza più nera , ho chiamato i miei genitori, i quali si sono rivolti subito all’unità di crisi della  Farnesina, che ha  trasmesso loro  i recapiti del consolato italiano a Lione , la cui task force, attivata per far fronte all’emergenza Coronavirus dal Ministero Affari Esteri, ha preso contatti con me ed insieme abbiamo organizzato il moi trasferimento: un viaggio sola andata, partendo da un parcheggio sottostante alla grande stazione dell’ 2eme arrondissement, conglomerazione urbana costituita da un’insieme di quartieri,  della città francese con dei pulmini  verso Modane, da lì abbiamo poi preso una navetta  e finalmente,  stanchi e stremati, siamo scesi a Bardonecchia, in territorio Italiano.

L’organizzazione è stata perfetta e l’alta professionalità e celerità di intervento dello staff dell’unità di crisi del consolato italiano Lionese  ci hanno permesso di viaggiare in tutta sicurezza, i pulmini infatti, entrambi da 6 posti a sedere sono arrivati nel parcheggio indicatoci dagli addetti del consolato e il conducente di uno dei due, di cui non divulgherò il nome per ovvi  motivi di privacy, ha registrato il nostro nome e cognome su un tacquino ed ha preso la quota per persona prevista : ben 100  euro in contanti, si sa che gli studenti viaggiano sempre con un pò di soldi di grosso taglio nel portafoglio, e dopo pochi minuti ci siamo gia trovati sulla autostrada in direzione Grenoble, in cui  hanno caricato altri ragazzi. dopo un veloce viaggio abbiamo sostato in un casello , nel quale degli agenti della polizia francese, la formidabile Police Nationale, hanno chiesto all’autista di esibire l’autocerificazione,  a nessuno di noi è stato chiesto di esibire la nostra utorizzazione, ma gli ufficiali di pubblica sicurezza hanno semplicemente chiesto all’autista di garantire per gli occupanti del suo pulmino.

A Modane siamo stati lasciati per la bellezza di un’ora e mezza in mezzo al ridente paesino di montagna davanti alla stazione dei TGV e dei TER, abbiamo mangiato un boccone veloce e chiacchierato tra di noi  e ne è sortito un bel momento di confronto e svago scacciapensieri.all’13.30 abbiamo preso una  navetta, dal costo di 3.50 a biglietto per una mezz’oretta di viaggio, naturalmente pagati da noi, e poi abbiamo valicato indenni il confine con l’Italia, attraverso il traforo del  Frejus, vorrei sottolineare che una volta giunti dinnanzi alla stazione degli autobus  di Bardonecchia, nessun carabiniere e poliziotto di sorta c’ha chiesto di esibire il certificato, che è necessario esibire per legge e nessun operatore sanitario ha misurato a noi la febbre, ma ci siamo trovati di colpo  oltre confine, ancora frastornati e distrutti dal viaggio ed increduli per la buona riuscita dell’impresa.

Volendo fare un bilancio dell’esperienza: le note  positive sono state la perfetta organizzazione, della quale devo ringraziare lo staff del consolato D’Italia a Lion  e  la compagnia con la quale ho trascorso il viaggio, un gruppo di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia, tra i migliori del paese nel loro rispettivi ambiti di studio e tutti desiderosi di studiare la propria materia in un grande paese, la Francia, che però non li ha aiutati affatto a tornare in italia,  dal weekend immediatamente successivo all’annuncio del presidente della Repubblica Francese la SNCF e FLIXBUS FRANCE hanno cominciato progressivamente a ridurre e poi a cancellare tutte le corse sia dei Treni Alta Velocità e sia degli autobus, che sono stati presi d’assalto da malcapitati turisti, che si sono accalcati alle stazioni degli autobus come mandrie di buoi al pascolo, e di conseguenza si sono trovati spersi e sconvolti nel bel mezzo della tragedia del Coronavirus.

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